La Corte di Appello ha condannato Pasquale Mosca e Giuseppe Varriale, a processo per gli stupri di gruppo sulle cuginette di Caivano (Napoli) avvenuti nell’estate 2023. Sono stati condannati anche in secondo grado Pasquale Mosca e Giuseppe Varriale, gli unici maggiorenni del gruppo finito sotto processo per gli stupri alle due cuginette di Caivano (Napoli). La sentenza della Corte di Appello è stata pronunciata oggi, 11 novembre: per Mosca è stata confermata la pena inflitta nel primo grado (13 anni e 4 mesi di reclusione), mentre Varriale dovrà scontare 8 anni e 8 mesi di reclusione (pena riformata rispetto ai 12 anni e 5 mesi del primo grado).  I due erano stati giudicati colpevoli al termine del processo di primo grado che era stato celebrato con rito abbreviato davanti al gup Mariangela Guida del Tribunale di Napoli.

I genitori della bambina più piccola, dicendosi “soddisfatti del verdetto”, hanno detto che “come famiglia possiamo tirare un altro sospiro di sollievo”. “Ringraziamo la magistratura penale per il lavoro svolto – hanno aggiunto – è importante che i giovani di oggi comprendano le conseguenze delle proprie azioni e, soprattutto, la certezza della pena di cui tante volte si discute”. La madre della bimba è stata difesa dall’avvocata Clara Niola, mentre il padre è stato rappresentato dall’avvocata Giovanna Limpido.

I fatti risalgono all’estate del 2023, le vittime avevano 10 e 12 anni e vivevano nel Parco Verde, il complesso popolare alla periferia della cittadina del Napoletano. Secondo quanto emerso dalle indagini, erano state costrette a subire abusi sessuali da due distinti gruppi di giovanissimi (tra i quali i due condannati oggi, all’epoca unici maggiorenni del gruppo). Le violenze erano avvenute in diversi punti di Caivano: l’ex stadio comunale Faraone, in disuso dal 2008, l’ex isola ecologica di via Necropoli, realizzata venti anni prima e mai entrata in funzione, e il centro sportivo Delphinia, da 5 anni in rovina e già sotto sequestro per il ritrovamento del cadavere di un tossicodipendente.