E’ la sanità pubblica “l’investimento principale” che la Regione deve compiere nei prossimi anni, secondo il candidato governatore dei progressisti Roberto Fico. “Far funzionare nel modo migliore l’esistente, a risorse date, e con un grande potenziamento della medicina territoriale, di prossimità”. Intervistato dall’ANSA, l’ex presidente della Camera dà il totale via libera alla prosecuzione del piano di De Luca per dieci nuovi ospedali: “Accelereremo il più possibile, ci sono progetti importantissimi come quello del nuovo Santobono”. Per Fico “la sanità del futuro deve essere sempre più territoriale. Investire in telemedicina è fondamentale, specialmente per le aree interne; poi occorre puntare su case di comunità e ospedali di comunità.

Così gli ospedali tornano a essere centri di specializzazione, poi il malato torna a casa e viene preso in carico dalla medicina territoriale. In questo modo si decongestionano le grandi strutture, in un rapporto giusto con la sanità accreditata”. A complicare il quadro, secondo il candidato progressista, c’è “un Governo nazionale che definanzia la sanità pubblica. Gli stanziamenti sono cresciuti solo a livello nominale, ma in realtà diminuiti in rapporto all’inflazione. Siamo uno dei paesi con il più basso rapporto tra pil e spesa sanitaria. Poi la Campania deve uscire assolutamente dal piano di rientro e questo ci darà più risorse e migliori possibilità organizzative”.

Quest’anno si è ottenuta una modifica in positivo, per la Campania, del riparto del Fondo sanitario nazionale: “Un aumento piccolissimo rispetto a quanto ancora ci devono, i criteri vanno completamente rivisti per annullare il vantaggio che da decenni ottengono altre regioni”. Poi la situazione trasporti. “L’Eav è stato rilevato dall’attuale management in una situazione terribile, ma certo oggi il servizio della Circumvesuviana, della Cumana e della Circumflegrea non è adeguato. Il diritto alla mobilità è fondamentale, faremo tutto il necessario per dare sicurezza ed efficienza”. In caso di vittoria, per formare la nuova Giunta “serviranno le persone migliori nei posti giusti. Chiederò a tutti i partiti di indicare persone di alto spessore. Vogliamo competenze e responsabilità, con un nuovo protagonismo delle forze politiche, del Consiglio e degli assessori: io punto alla squadra e non sul singolo”.

Insomma Fico non vuole essere uomo solo al comando. E il pensiero inevitabilmente va al complesso lavoro di ricucitura fatto nelle scorse settimane con il presidente uscente: “Per me la politica è fatta di costruzione, non è mai un fatto personale. Con De Luca abbiamo un rapporto assolutamente costruttivo. E su questi presupposti lavoreremo insieme per i campani”. Secondo Fico le regionali campane hanno un forte valore politico nazionale. “Loro hanno candidato un esponente storico di Fratelli d’Italia, un viceministro, è sceso in campo il partito di maggioranza. Se perdono, perdono davvero. Per noi vincere è un ulteriore tassello per lavorare al meglio insieme sui contenuti politici, non basta sommare i partiti senza i programmi”. Tra i temi di polemica c’è l’autonomia differenziata. “E’ gravissimo che l’abbiano votata. Ora è scandaloso che i parlamentari campani di destra parlino di difesa del Sud e investimenti al Sud. Io non mi fiderei mai di chi vota una legge che è completamente contro il suo territorio perché deve mantenere l’alleanza con la Lega, lo dico anche a chi legittimamente preferisce la destra”.

Le polemiche sull’ormeggio del gozzo? “Non rispondo alle offese, insistere su queste cose significa privare anche gli elettori di destra del confronto sui temi. Non permetterò di buttarla in caciara, per il rispetto verso i cittadini campani che vogliono capire programmi e proposte. Io e Cirielli abbiamo avuto un ottimo rapporto di lavoro istituzionale alla Camera, sicuramente rimango molto sorpreso dall’atteggiamento di coloro che lo circondano visto il tenore degli attacchi che mi stanno arrivando negli ultimi giorni: la barca, la scorta, che lavoro facevo, tutte queste stupidaggini con cui pensano di delegittimarmi. Da presidente della Camera e presidente della Vigilanza Rai ho volontariamente rinunciato o restituito circa 700mila euro di indennità, forse ogni tanto è giusto ricordarlo”.