La camorra “è purtroppo scomparsa dal dibattito pubblico ma rimuovere i problemi non è la soluzione”. Lo ha detto il procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, nel corso del suo intevento alla presentazione del volume “Gli storici processi di Castel Capuano”. Policastro, nel corso del suo intervento, ha richiamato la presenza costante della Camorra nella vita napoletana, sottolineando che “Un filo rosso lega sette dei nove processi di cui parla il libro: la Camorra. E come poteva essere altrimenti?

È una presenza pressante e costante della realtà napoletana, non solo di ieri ma anche di oggi, una realtà con cui dobbiamo continuare a fare i conti”. Il discorso del procuratore generale di Napoli è iniziato con una riflessione sul ruolo del processo giudiziario non solo come strumento del diritto ma come elemento integrante della memoria collettiva e della vita sociale: “La giustizia non è mai un concetto astratto – ha dichiarato – è sempre immersa nella vita reale, fatta di uomini e donne, di scelte difficili, di verità cercate e talvolta negate”. Per Policastro i processi di cui si parla nel volume non solo solo “cronaca giudiziaria” ma “memoria e riflessione culturale, che intreccia diritto, società e costume.

Le sue mura hanno ascoltato parole che hanno cambiato destini, sentenze che hanno fatto giurisprudenza e drammi umani che ancora oggi ci interrogano”. Prima di congedardsi, il procuratore generale di Napoli ha ricordato “il rigore e il coraggio” di figure come il magistrato Carlo Alemi, giudice istruttore del caso Cirillo, sottolineando che dietro ogni processo “c’è una storia di uomini e istituzioni che hanno dovuto misurarsi con poteri forti, pressioni e isolamento”.