L’ex senatore Pdl, già sindaco di Afragola e condannato a cinque anni e mezzo per bancarotta, è stato arrestato per due violazioni della misura in casa. Sullo sfondo, la tempesta nel centrodestra cittadino.

L’ex senatore del Popolo delle Libertà ed ex sindaco di Afragola, Vincenzo Nespoli, è tornato in carcere. Gli agenti del commissariato di Afragola – guidato dal vicequestore Manuela Marafioti – gli hanno notificato a Frattamaggiore il provvedimento con cui il giudice ha revocato i domiciliari, dopo aver accertato due evasioni durante i controlli di routine sui detenuti in misura alternativa. Una decisione che riporta l’ex parlamentare a Poggioreale, dove sconterà il residuo della pena. La notizia, riportata da Marco Di Caterino su Il Mattino, arriva dopo settimane di segnalazioni che indicavano l’ex senatore “in giro per Afragola”. Gli investigatori hanno intensificato i controlli, confermando che Nespoli più volte non era in casa durante le verifiche. L’indagine ora punta anche a chiarire perché l’ex esponente politico abbia deciso di lasciare l’abitazione violando la misura. L’ipotesi investigativa – al vaglio degli inquirenti – è che Nespoli abbia tentato un intervento “di persona” per affrontare la crisi politica che da mesi travolge la giunta del sindaco Antonio Pannone.

Ad Afragola, infatti, il centrodestra è in frantumi. L’amministrazione è stata azzerata quasi due mesi fa, senza che sia ancora stata ricostruita una maggioranza stabile. Le tensioni interne sono esplose con la sfiducia al presidente del Consiglio comunale Biagio Castaldo, firmata da opposizione e da sette consiglieri della stessa maggioranza. Una decisione poi annullata dal Tar, che ha reintegrato Castaldo, aggravando la crisi e bloccando ogni possibile rilancio amministrativo. In questo scenario, Nespoli – considerato da molti un “patriarca” della politica afragolese – avrebbe deciso di intervenire direttamente, correndo così il rischio che lo ha riportato dietro le sbarre. La parabola giudiziaria di Nespoli è lunga e complessa. Formatosi nel MSI, transitato in Alleanza Nazionale dopo la svolta di Fiuggi e approdato in Parlamento per tre legislature, fu eletto deputato e poi senatore nel 2008, poche settimane dopo essere diventato sindaco di Afragola. I guai iniziano nel 2010, quando la procura di Napoli – con i pm Vincenzo Piscitelli ed Henry John Woodcock – lo indaga per voto di scambio, bancarotta fraudolenta e riciclaggio nell’ambito del fallimento di una società di vigilanza.

Secondo l’accusa, l’allora sindaco era l’amministratore occulto dell’azienda, avrebbe indirizzato decisioni gestionali e causato il dissesto per favorire interessi politico-elettorali. La sentenza di primo grado fu annullata con rinvio, poi arrivò una nuova condanna per bancarotta e riciclaggio, mentre Nespoli venne assolto dall’accusa di voto di scambio. L’ex parlamentare decise di rinunciare alla prescrizione, presentando ricorso. A giugno scorso la Cassazione ha chiuso il lungo iter: cinque anni e mezzo. Il 17 giugno Nespoli si è costituito nel carcere di Larino, in Molise. A causa di problemi di salute è stato trasferito ai domiciliari nel Cilento, e successivamente autorizzato a spostarsi ai domiciliari a Frattamaggiore, a pochi chilometri da Afragola. Proprio lì, nelle ultime settimane, sono state registrate le due violazioni che hanno portato alla revoca della misura cautelare. Ora l’ex senatore resta in carcere mentre la politica afragolese continua a navigare in acque tempestose. Le indagini dovranno chiarire se le evasioni siano collegate – come ipotizzato – ai tentativi di ricomporre una maggioranza ormai lacerata da voragini politiche difficili da colmare.

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