
Sotto accusa il “sistema” della struttura sanitaria: segnalati quattro decessi sospetti nel 2025 e un clima intimidatorio verso chi denuncia. l servizio televisivo trasmesso venerdì sera su Rai 3 dal programma “Far West”, dedicato alla situazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, ha riaperto il dibattito sulla sanità salernitana. La trasmissione ha descritto uno scenario complesso all’interno del nosocomio, sollevando critiche sulla gestione dirigenziale e citando presunti casi di malasanità. La prima replica giunge dal Nursind provinciale, che contesta la ricostruzione proposta dalla televisione pubblica. Il sindacato delle professioni infermieristiche ritiene che il servizio sia stato parziale e potenzialmente dannoso per il clima lavorativo interno.
La principale preoccupazione dei rappresentanti sindacali riguarda le possibili ripercussioni sul personale, sia in termini di sicurezza sia di fiducia da parte dell’utenza. Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno, ha sottolineato l’importanza di adottare la massima cautela nell’informazione sanitaria: “Quando si parla di sanità pubblica e di un grande ospedale, occorre mostrare il massimo rispetto per i fatti e per chi ogni giorno lavora nei reparti. Raccontare storie complesse senza adeguata approfondimento significa esporre i lavoratori a giudizi sommari e, ancor peggio, a tensioni che rischiano di sfociare in aggressioni. Questo non è giornalismo d’inchiesta, è una narrazione incompleta”. Il sindacato è entrato nel merito delle affermazioni riguardanti procedimenti disciplinari e allontanamenti. Secondo Domenico Ciro Cristiano, delegato Rsu, le questioni relative a dimissioni e sanzioni “hanno una storia specifica che nel servizio non viene spiegata”, respingendo così l’ipotesi di ritorsioni.
Sono state sollevate, inoltre, critiche circa l’uso di testimonianze anonime durante il programma. Carmine Sammartino, anch’egli delegato Rsu, ha commentato: “Lanciare accuse gravissime nascondendo il volto è facile, ma profondamente ingiusto. Se ci sono responsabilità penali o civili, esistono sedi precise in cui portarle”. Infine, Valerio Festosi Guida ha ribadito che l’immagine di un ospedale “fuori controllo” non corrisponde alla realtà vissuta quotidianamente dai professionisti in servizio. Sul fronte opposto si registra l’intervento di Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, il quale è intervenuto anche nel corso della recente trasmissione televisiva.
Il rappresentante politico ha sollecitato la massima chiarezza sulle questioni emerse dal programma, tra cui le presunte irregolarità nelle nomine dirigenziali e i decessi verificatisi nel 2025, attualmente oggetto di particolare attenzione. “Quando emergono ombre di tale gravità su una struttura pubblica così rilevante, non si può restare indifferenti”, ha affermato Polichetti. Secondo l’esponente Udc, le segnalazioni non vanno considerate episodi isolati e impongono una verifica rigorosa da parte delle istituzioni competenti. “È indispensabile che il Ministero della Salute e la Regione facciano piena luce su quanto sta accadendo al Ruggi”, ha concluso Polichetti, sottolineando che “i cittadini hanno diritto a essere informati e i professionisti onesti devono poter lavorare senza timori o ritorsioni”.




