
In azione i carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno, supportati da militari dei Reparti Territoriali e delle Compagnie del Comando Provinciale, da due team delle Aliquote di Primo Intervento di Salerno, dal 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano e dal Nucleo Cinofili di Sarno. Questa mattina, nelle province di Salerno, Napoli e Avellino, i militari del Nucleo Investigativo Carabinieri di Salerno hanno eseguito una ordinanza di misure cautelari personali e reali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura, nei confronti di 19 persone (di cui 8 in carcere e 11 agli arresti domiciliari), indagati, a vario titolo, per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, ma anche detenzione e cessione illecita di sostanze stupefacenti.
Nel corso delle operazioni è stata eseguita anche un’ordinanza della misura cautelare della custodia presso un Istituto di pena minorile, emessa dal G.I.P. del Tribunale per i minorenni di Salerno su richiesta della Procura della Repubblica presso il medesimo Tribunale, nei confronti di due ragazzi, anche loro coinvolti nell’associazione con il ruolo di pusher e, all’epoca dei fatti, minori di età. In particolare, il provvedimento cautelare si basa, grazie anche alle risultanze ottenute tramite attività tecnica, su gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati, associati a un’organizzazione dedita al traffico di cocaina e crack, operante nella provincia di Salerno in vari quartieri del capoluogo ma anche nei comuni di Pontecagnano Faiano e San Mango Piemonte. Il gruppo criminale, composto da 14 persone, secondo l’impianto accusatorio, è capeggiato da M.V, a cui il G.I.P., nell’ordinanza eseguita, attribuisce una posizione di vertice, quale “capo promotore, fulcro e apice dell’organizzazione da lui messa in piedi e diretta per la florida attività di narcotraffico” attraverso una rete di spacciatori, muniti di autoveicoli e utenze telefoniche dedicate, che “coagulava attorno a sé in funzione di facili guadagni”, a cui impartiva direttive, gestendo “anche tramite la propria compagna i contatti criminali con i fornitori e con i clienti abituali”.
Sebbene sottoposto al regime degli arresti domiciliari nella zona Ogliara di Salerno, M.V aveva qui stabilito la base logistica ed operativa dell’organizzazione, da cui gestiva l’intera filiera. Tra i suoi principali collaboratori figurano la compagna convivente L.F, che fungeva da suo portavoce nei rapporti con i più stretti collaboratori e gestiva la cassa dei proventi illeciti, il padre C.V, anch’egli portavoce, all’occorrenza pusher ma soprattutto gestore del parco veicoli messo a disposizione della rete di spacciatori e S.M, che gestiva direttamente le forniture di droga curando i rapporti con il napoletano G.B e sua moglie G.R.Altra figura emersa dalle attività di indagine è quella di V.V, che dopo aver inizialmente militato nelle fila dell’associazione, quale pusher, nel dicembre 2022 a seguito di contrasti con M.V, si è reso indipendente organizzando e gestendo con i propri familiari (R.L, T.P. D.A, M.V) una propria piazza di spaccio operante sui territori di Pontecagnano Faiano, Bellizzi e Battipaglia, che beneficiava di una differente rete di rifornimento locale.




