Si arricchisce di un nuovo passaggio l’iter giudiziario legato alla scomparsa di Mimì Manzo. L’udienza preliminare, celebrata ieri davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Avellino, Antonio Sicuranza, è stata rinviata al 15 aprile 2026 a causa di una questione procedurale legata alla querela. Il giudice ha disposto la nomina di un curatore speciale, individuato nel commissario di Prata Principato Ultra, chiamato a presentare la querela necessaria affinché il procedimento possa proseguire. In assenza di tale atto, allo stato attuale, il processo risulta improcedibile.

Nel corso dell’udienza, che avrebbe dovuto stabilire l’eventuale rinvio a giudizio, erano chiamati a comparire tre presunti responsabili: Romina Manzo, figlia dello scomparso, e due suoi ex amici, Loredana Scannelli e Alfonso Russo. Nella giornata di ieri si è registrato anche un passaggio rilevante sul piano processuale: Francesco Manzo, figlio dello scomparso, rappresentato dall’avvocato Ennio Napolillo, si è costituito parte civile. La costituzione è stata formalizzata esclusivamente nei confronti di Loredana Scannelli e Alfonso Russo, e non anche nei confronti della sorella Romina Manzo.

Un atto che segna una presa di posizione precisa all’interno del procedimento e che si inserisce nel più ampio percorso giudiziario avviato per fare luce sulla scomparsa di Mimì Manzo. La vicenda, a cinque anni dai fatti, continua a tenere la famiglia al centro dell’aula giudiziaria e dell’attesa. Il prossimo appuntamento è fissato per il 15 aprile, data in cui il giudice tornerà a esaminare il fascicolo, una volta sciolto il nodo procedurale legato alla querela, per valutare se il procedimento potrà finalmente entrare nella fase successiva.