NAPOLI – Si chiude con un patteggiamento la vicenda giudiziaria legata alla morte di Cristina Frazzica, la ricercatrice trentenne di Voghera deceduta il 9 giugno 2024 nelle acque di Posillipo dopo essere stata travolta da un’imbarcazione mentre era in kayak.
L’avvocato napoletano Guido Furgiuele, 49 anni, ha patteggiato una pena di un anno, dieci mesi e sei giorni. La sentenza è stata emessa dal giudice per l’udienza preliminare Antonio Baldassarre, al termine dell’accordo raggiunto tra la difesa e la famiglia della vittima.
Dalle risultanze processuali emerge che Furgiuele, alla guida di uno yacht, sarebbe intervenuto immediatamente dopo l’impatto per prestare soccorso ai due ragazzi che si trovavano in kayak. Nel corso dell’inchiesta, coordinata dal pool guidato dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone, l’imputato non ha negato l’investimento, sostenendo però di non essersi accorto dell’urto. Solo successivamente, secondo la sua versione, l’attenzione sarebbe stata richiamata dalle richieste di aiuto dell’amico di Cristina, rimasto in acqua.
La ricostruzione dei fatti è stata seguita dai legali di Giesse Risarcimento danni, che hanno assistito la famiglia Frazzica. «È stato un anno intenso, durante il quale siamo stati accanto ai familiari sia sul piano umano che professionale», spiegano gli avvocati Giuseppe Vacca e Domenico Mesiano. «La Procura ha operato con grande scrupolo, disponendo numerosi accertamenti: dall’autopsia alle verifiche sull’imbarcazione e sul kayak, fino alle perizie sui telefoni, agli esami genetici e alla strumentazione di bordo».
Secondo quanto emerso anche dalle consulenze tecniche, il kayak navigava regolarmente nello specchio d’acqua in cui è avvenuto l’impatto, una zona consentita e particolarmente frequentata nel periodo estivo. Un elemento che rafforza l’attenzione sulla sicurezza in mare e sulla convivenza tra diverse attività nautiche.
«È successo a Napoli, ma sarebbe potuto accadere ovunque», sottolineano i legali, richiamando la necessità di una maggiore sensibilizzazione e di regole più rigorose per prevenire tragedie simili.
Per quanto riguarda il risarcimento, è stato raggiunto un accordo in via stragiudiziale tra le parti, evitando così l’avvio di una causa civile.




