
I dati diramati dal comandante provinciale dei carabinieri nell’incontro di fine anno con la stampa: “Preoccupa flessione su usura ed estorsioni. Camorra cambia pelle e diventa tecnologica”. Reati in calo in provincia di Caserta ma aumentano rapine, truffe e frodi informatiche e spaccio di droga. Sono questi i dati diramati dal comando provinciale dei carabinieri nel corso della conferenza stampa di fine anno in cui è stato tracciato un bilancio delle attività svolte nel 2025. Nel complesso, ha riferito il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Manuel Scarso, si registra un calo dei reati di circa il 9% con 27884 eventi delittuosi registrati rispetto ai 30666 dell’anno precedente. Si tratta dei reati su cui procede l’Arma dei carabinieri, intervenuta per circa il 96% dei delitti commessi in provincia di Caserta.
In totale i carabinieri hanno arrestato 1120 persone, di cui l’80% italiani, mentre oltre 5400 sono state deferite a piede libero, di cui 5400 deferimenti a piede libero. In particolare calano i furti (-16%) con una flessione sensibile dei raid in abitazione (11967 episodi rispetto ai 14234 e un -24%) e i furti d’auto (3365 casi rispetto ai 3972 dell’anno precedente con un -15%). “Un risultato di cui siamo soddisfatti – ha spiegato il comandante Scarso – perché reso possibile dalla nostra maggiore proiezione esterna”, con 117.462 pattuglie impiegate e 155.000 chiamate al 112, di cui oltre 1.500 gestite dalla centrale operativa di Caserta. In flessione anche i reati di maggiore allarme sociale e di natura economica con le estorsioni che registrano un calo del 14%, da 213 a 183, e l’usura che fa registrare un calo del 66%, da 15 a 5 episodi. “Questi dati li riteniamo negativi perché significa che diminuiscono le denunce – ha spiegato il colonnello Scarso –
L’appello è sempre di rivolgersi alle forze di polizia quando si ricevono richieste estorsive e usurarie”. Di contro si registra un aumento delle rapine, con 425 casi nel 2025 rispetto ai 381 dell’anno precedente (+11%), e i reati in materia di stupefacenti (361 rispetto ai 335 dell’anno precedente con un +7%). Di rilievo le numerose operazioni svolte sul litorale domizio e i diversi arresti eseguiti alla Rotonda di San Nicola l’arresto (40 dall’inizio dell’anno). In aumento di sei punti percentuali anche le truffe e le frodi informatiche che passano da 3222 dell’anno scorso ai 3421 di quest’anno. Numeri che delineano “una criminalità in trasformazione, meno concentrata sui reati tradizionali e più orientata verso forme di violenza mirata e criminalità tecnologica, richiedendo strategie di contrasto sempre più specializzate”, ha spiegato il colonnello Scarso.
Al riguardo su questi specifici reati l’arma sta concentrando i propri sforzi “con un grande investimento nella formazione di militari da impiegare nel web patrolling e nel monitoraggio della rete”, ha aggiunto Scarso. Nel corso dell’anno, inoltre, sono state eseguite 16 operazioni di più ampio respiro, con 90 arresti eseguiti (tra cui i cinque di oggi del clan dei Casalesi). Un fronte molto caldo è quello dei reati contro la pubblica amministrazione con episodi di corruzione per l’ottenimento di appalti pubblici. “Si tratta – ha spiegato Scarso – di un terreno vulnerabile in cui si infiltra la criminalità organizzata. Una zona grigia dove avviene il contatto tra politica, imprenditori apparentemente puliti e la camorra”. Per quanto riguarda, invece, il contrasto alla violenza di genere possiamo dire che particolare rilievo ha assunto l’azione di prevenzione e repressione dei reati riconducibili a tale fenomeno, per i quali risultano: circa 600 denunce presentate; oltre 100 arresti eseguiti; più di 500 deferimenti a piede libero. Sono state inoltre attivate oltre 400 Valutazioni del Rischio (VGR) e disposte altrettante applicazioni di braccialetti elettronici, a conferma dell’attenzione rivolta alla tutela delle vittime e alla prevenzione della reiterazione dei reati.
Nel complesso i carabinieri hanno proceduto per 4 omicidi, i cui autori sono tutti stati assicurati alla giustizia (ad aprile 2 omicidi: un italiano ucciso a Mondragone e un italiano a Cesa; a giugno uno straniero (cuoco) ucciso a Capua; a luglio 1 omicidio a San Marco Evangelista dove rimase ferita anche una seconda persona. “Nessuno dei delitti – ha commentato il colonnello Scarso – E’ maturato in contesti di criminalità organizzata e questo è il segno che la camorra non uccide più ma ha cambiato pelle infiltrando settori economici e tecnologici”. Infine, il contrasto ai reati ambientali, rafforzato con 506 pattuglie dedicate e 1213 militari coinvolti dopo l’approvazione del decreto Terra dei Fuochi. In circa due mesi sono stati eseguiti 4 arresti, 67 denunce e sequestrati 51 siti. “Sono in corso le bonifiche e non possiamo permettere che si verifichino nuovi sversamenti illeciti”, ha concluso il comandante Scarso.




