L’attività intestata formalmente a un prestanome ma gestita di fatto da Apicella: “Deve portarmi i soldi ora che si inizia a guadagnare” Il settore del noleggio di autovetture era uno di quelli in cui sarebbero stati investiti i proventi delle attività del clan dei Casalesi. Emerge dall’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, coordinati dalla Dda, che ha portato all’arresto, poco prima di Natale, di Pasquale Apicella, ritenuto a capo della fazione Schiavone-Cantiello. Nel mirino degli investigatori dell’Arma finisce una società di noleggio, la SG Noleggio Srls, intestata formalmente a Gianluca Sarracino ma gestita di fatto da Pasquale Apicella e Vincenzo Vitale, con l’ausilio di Salvatore Petrillo che – come risulta dalle indagini – si reca con Sarracino a Praga per l’acquisto delle vetture, che vengono poi di volta in volta portate in visione ad Apicella che periodicamente consegue i profitti. Secondo gli investigatori, il contributo di Apicella sarebbe stato necessario per avviare le attività.

La moglie del ras, in un’intercettazione, riferisce al marito che quell’impresa sarebbe iniziata “con la parola tua e l’amicizia tua sta facendo tutto quello che fa”. Apicella a quel punto rimarca che presto avrebbe ricevuto anche i proventi: “non deve iniziare a portarmi i soldi ora che si inizia a guadagnare i soldi? Glielo lo sto facendo gratuitamente?”. Proventi che sarebbero stati consegnati effettivamente ad Apicella in almeno 4 occasioni per un ammontare complessivo di circa 1600 euro. Per tale vicenda tutti rispondono di trasferimento fraudolento di valori con Sarracino, Vitale e Petrillo che sono indagati a piede libero dopo che il gip, escludendo la finalità mafiosa della loro condotta, ha respinto la richiesta cautelare formulata nei loro confronti dai pubblici ministeri Simona Belluccio e Vincenzo Ranieri.