Napoli – Si riapre il dossier su Officina 99, storico centro sociale di via Gianturco, attivo dal 1991. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno trasmesso al Comune di Napoli una segnalazione formale con cui si chiede di valutare la chiusura forzata o lo sgombero della struttura, ritenuta occupata abusivamente e priva delle necessarie autorizzazioni per la somministrazione di bevande e lo svolgimento di eventi aperti al pubblico.
La vicenda prende avvio da un intervento avvenuto nella notte del 14 dicembre, quando un uomo si è sentito male durante un evento musicale all’interno dello spazio. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri, che hanno riscontrato la presenza di numerose persone e proceduto all’identificazione di alcuni organizzatori.
Gli accertamenti successivi hanno portato alla conferma, da parte degli uffici comunali, dell’occupazione abusiva dell’immobile e dell’assenza di titoli autorizzativi. Sulla base di questi elementi, l’Arma ha informato l’autorità giudiziaria e sollecitato una valutazione da parte del sindaco Gaetano Manfredi, evidenziando possibili criticità legate alla sicurezza pubblica, all’affollamento e al consumo di alcol o sostanze stupefacenti durante eventi non autorizzati.
Da Palazzo San Giacomo, tuttavia, sarebbe arrivata una posizione politica chiara: al momento non vi sarebbe la volontà di procedere allo sgombero. La situazione resta quindi sospesa, in attesa di eventuali decisioni amministrative.
Il caso di Officina 99 si inserisce in un contesto più ampio che, negli ultimi mesi, ha visto altri centri sociali storici finire al centro di provvedimenti analoghi in diverse città italiane, con sgomberi o chiusure maturati in un quadro politico nazionale che ha inciso sulle scelte delle amministrazioni locali.
Alla ricostruzione delle forze dell’ordine ha replicato Officina 99, respingendo l’idea che l’episodio configuri un problema di ordine pubblico. In un comunicato, il centro sociale sottolinea che l’intervento del 118 sarebbe stato richiesto dagli stessi organizzatori dell’evento, definendolo un atto di responsabilità, e rivendica oltre trent’anni di attività culturali e sociali in un’area carente di spazi pubblici di aggregazione.
Secondo Officina 99, il richiamo alla sicurezza rappresenterebbe una scelta politica inserita in una più ampia stagione di interventi contro le realtà di socialità autogestita. Nel testo si chiede al Comune di Napoli di assumere una posizione chiara sul modello di città da perseguire. Al momento non risulta alcun provvedimento di sgombero in atto e la partita resta aperta.



