
La scommessa del Consiglio di amministrazione diventa investimento: ecco gli interventi fortemente voluti dalla Fondazione guidata da Maddaloni. Carditello torna al centro delle politiche nazionali di tutela e valorizzazione dei luoghi della cultura e lo fa grazie a un lavoro lungo, strutturato e tutt’altro che improvvisato. Il finanziamento da 12.458.491,86 euro destinato alla Delizia Reale del Carditello, nell’ambito del programma del Ministero della Cultura sulla sicurezza sismica dei luoghi della cultura, rappresenta uno dei risultati più concreti e significativi dell’azione portata avanti dalla Fondazione Real Sito di Carditello e dal suo Consiglio di amministrazione, guidato dal presidente Maurizio Maddaloni e composto dall’avvocato Luigi Roma, dall’architetto Paolo Mschilli Migliorini e dai dottori Angelo Di Monaco e Giovanni Russo. Il progetto ammesso a finanziamento riguarda il restauro, il consolidamento strutturale, il recupero paesaggistico e ambientale del complesso borbonico di San Tammaro, uno dei simboli più forti della rinascita culturale della Terra dei Fuochi.
Un intervento di grande respiro, inserito nel Programma Nazionale Cultura 2021–2027, Azione 2.4.1, che punta non solo alla messa in sicurezza dal rischio sismico ma anche all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla piena valorizzazione del sito. Dietro questo risultato c’è il lavoro silenzioso ma costante del Consiglio di amministrazione della Fondazione, che negli ultimi anni ha impostato una governance solida, competente e credibile. Un CdA che ha saputo coniugare rigore amministrativo, visione culturale e capacità di intercettare risorse nazionali ed europee, portando Carditello a essere oggi uno dei 21 interventi strategici finanziati dal MiC per un totale di oltre 100 milioni di euro destinati ai luoghi della cultura del Mezzogiorno. Il progetto su Carditello consentirà di intervenire su un complesso di altissimo valore storico-artistico, migliorandone in modo significativo il comportamento sismico e la resilienza complessiva.
L’intervento rientra in una strategia più ampia che coinvolge circa 450 mila metri cubi di strutture culturali a livello nazionale, con l’installazione di sistemi di monitoraggio e prevenzione e un incremento medio stimato di 2,5 classi di rischio sismico. Per Carditello, però, il dato va oltre i numeri. Significa consolidare un percorso di rinascita che negli ultimi anni ha restituito dignità, visibilità e centralità a un sito che per troppo tempo era stato simbolo di abbandono. Oggi, invece, la Reggia borbonica di San Tammaro è un caso di studio, un esempio di come una gestione seria e competente possa trasformare un bene fragile in una leva di sviluppo culturale, turistico e sociale. Il finanziamento rappresenta un traguardo importante, ma anche un punto di partenza. La vera sfida sarà ora tradurre le risorse in cantieri efficienti, interventi di qualità e una programmazione capace di rendere Carditello sempre più fruibile, sicura e attrattiva. In questo senso, il lavoro del Consiglio di amministrazione guidato da Maurizio Maddaloni appare oggi come uno degli elementi chiave della credibilità conquistata dal sito nei confronti del Ministero della Cultura e delle istituzioni nazionali.




