L’Assise ha rigettato la richiesta dei difensori di Vicol Ciprian di un ulteriore accertamento sulla dinamica dell’omicidio. Niente perizia super partes. E’ quanto disposto dalla Corte d’Assise, presieduta da Marcella Suma con a latere Maria Compagnone, nel processo a Vicol Ciprian, imputato per l’omicidio di Francesca Compagnone, 28enne di Teano, avvenuto il 26 ottobre 2022 nella villetta a Riardo di proprietà della ragazza dove la giovane venne ferita mortalmente da un colpo di fucile. L’Assise ha quindi rigettato la richiesta del legale dell’imputato di una perizia terza poichè a suo avviso permanevano dubbi sull’esatta ricostruzione della dinamica dell’omicidio, “è interesse di tutti scoprire la verità e capire davvero cosa sia successo in quella camera da letto”. Si torna in aula nel mese di febbraio per le requisitorie di pm e dei difensori delle parti civili. Vicol Ciprian risponde di omicidio volontario aggravato dalla relazione sentimentale intercorrente tra la vittima e l’omicida. Ciprian Vicol nel marzo 2024 è stato attinto da un provvedimento cautelare arrivato dopo che la Cassazione ha respinto il ricorso dell’indagato confermando la decisione del Riesame ‘bis’. Il giovane, infatti, in un primo momento venne incriminato per omicidio colposo. Per il gip si sarebbe trattato di un incidente, una tragica fatalità. Una versione che non ha convinto i pm sammaritani che hanno impugnato il provvedimento prima al Riesame e poi in Cassazione.

La Suprema Corte annullò il provvedimento disponendo l’invio a un nuovo Riesame che ribaltò tutto riqualificando il reato in omicidio volontario, con l’applicazione della misura cautelare nei confronti del killer. Secondo la prima ricostruzione di quella tragica sera del 26 ottobre 2022 operata dai carabinieri della compagnia di Capua, coordinati dai sostituti procuratori Gionata Fiore e Nicola Camerlingo, i due ragazzi dopo una serata lieta in un locale si erano diretti presso la villetta di proprietà della famiglia Compagnone. A causa di un trasloco in atto in una delle camere da letto erano adagiati 3 fucili legalmente detenuti dal padre della vittima e purtroppo incustoditi.  Il giovane avrebbe imbracciato il fucile semiautomatico puntandolo verso la ragazza e avrebbe esploso un colpo che l’avrebbe ferita al volto. Alla vista di Francesca al suolo in una pozza di sangue Ciprian avrebbe allertato i soccorsi in stato di shock. I sanitari del 118 sopraggiunti non potettero far altro che constatare il decesso della ragazza. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Vincenzo Cortellessa e Leopoldo Zanni per i familiari della vittima costituitisi parte civile, Ferdinando Trasacco e Fabio Ucciero per l’imputato.