Avellino – I Comuni della Valle del Calore alzano un fronte compatto contro l’ipotesi di insediamento di una fonderia nell’ex sito Arcelor Mittal, nell’area industriale del territorio. La posizione è stata formalizzata al termine della conferenza dei sindaci, che ha messo nero su bianco un “no” condiviso a tutela dell’ambiente, della salute pubblica e delle produzioni agricole di pregio.
Nel mirino il progetto della Pi.Co. srl, azienda del Gruppo Fonderie Pisano. Contro l’ipotesi di insediamento si sono schierati gli enti locali insieme al comitato ProteggiAmo la Valle del Calore, produttori vitivinicoli e agricoli e una larga parte della cittadinanza. In parallelo, il Comune di Luogosano annuncia una variante al PUC per impedire l’ingresso di attività industriali “insalubri” di prima e seconda classe nell’area produttiva.
Il documento è già stato sottoscritto dai sindaci di Luogosano, San Mango sul Calore, Lapio, Castelvetere sul Calore, Mirabella Eclano, Fontanarosa, Sant’Angelo all’Esca e Taurasi (oltre 10mila abitanti complessivi). Altri Comuni hanno annunciato l’adesione. L’obiettivo dichiarato è duplice: salvaguardare il territorio e individuare soluzioni alternative per la ricollocazione dei 32 ex operai Arcelor Mittal, oggi in NASpI.
«È un atto politico-istituzionale che conferma la compattezza del territorio», spiega il sindaco di Luogosano Carmine Ferrante, ricordando la delibera consiliare dell’11 dicembre. «Non siamo contro l’industria né contro il reimpiego dei lavoratori: vogliamo sviluppo e occupazione, ma compatibili con la vocazione agricola e ambientale dell’area». Tra le alternative, Ferrante cita la riapertura di un confronto con altre aziende interessate al sito, inclusa Idroambiente e realtà del comparto metalmeccanico meno impattanti.
Il nodo, sottolineano i primi cittadini, è la tipologia di emissioni: «Una fonderia comporta particelle di metalli pesanti, diverse da quelle dell’ex attività di preverniciatura», chiarisce Ferrante. Da qui l’annuncio della variante urbanistica per escludere fonderie, cementifici e petrolchimici dall’area.
La conferenza dei sindaci si impegna ora a sollecitare incontri istituzionali a più livelli per una soluzione complessiva che tenga insieme ambiente, salute e lavoro.




