
E’ molto bella la storia della preside di Caivano, su Rai 1. Ma, mi domando: fino a quando la nostra provincia sarà raccontata così? Quale disgrazia abbiamo passato, noi napoletani, noi meridionali, per essere mostrati all’umanità, dai Tg alle serie televisive, sempre e solo come l’inferno del mondo?”. Lo scrive in un post su Facebook Josi della Ragione il sindaco che sta trasformando e valorizzando da tempo il comune di Bacoli, comune della Città metropolitana di Napoli.
“Con il solito schema, oramai consolidato – spiega – un popolo di trogloditi, di delinquenti, che qualcuno deve riscattare dal baratro. Gente che non sa parlare, ma urla, gesticola. Madri sottomesse, padri in galera, figli spacciatori. Perché così fa più scena. In città brutte, sporche, spente. Quanto sarà bello, invece, quando l’Italia riuscirà a guardare al Sud, non più come un luogo da salvare. Ma come una risorsa, un potenziale inespresso, un motore di energia pulita per l’intera nazione. Perché noi questo siamo. Molto più di “na’ carta sporca””. “Lo ripeto. È bella, molto intensa, la storia della preside coraggio.
Ma qualcuno ci dica fino a quando Caivano dovrà essere metafora di Inferi. Qualcuno ci informi quando finirà questo stereotipo diffuso su Napoli, sulla nostra amata provincia, sulla Campania – conclude – Diteci quando non vi dovremmo più chiedere grazie per l’elemosina, per l’attenzione che ci riservate. Diteci quando potremmo evitare di accogliervi con testa china, e mani plaudenti, quando aprite una palestra o inaugurate la piscina. Ditecelo voi. Perché noi “nun ngia facimm chiu”.




