NAPOLI – Le parole del procuratore Nicola Gratteri sui minori «usati come carne da macello e utili idioti dalla criminalità» scuotono il dibattito pubblico e trovano l’immediata reazione di chi, da anni, lavora sul campo. A raccogliere e rilanciare l’allarme è don Luigi Merola, parroco di Napoli e fondatore della realtà sociale “A voce de creature”, impegnata nel recupero dei ragazzi dei quartieri più difficili.
«Sono molto colpito dalle parole di Gratteri, ma forse ha voluto lanciare un grido d’allarme: sui minori si deve fare di più», afferma don Merola. Un messaggio chiaro, che va oltre la denuncia e punta dritto al nodo delle risorse: «Troppe conferenze e tavole rotonde, ma chi fa qualcosa concretamente? I ministri vengono a trovarci, poi però devo cercare fondi dai privati. Servono risorse pubbliche, strutture come la mia devono essere riconosciute dallo Stato».
Secondo il parroco, il problema non è nei ragazzi, ma nel contesto che li circonda: «I nostri minori non sono criminali, lo diventano. Quando vengono avvicinati da realtà sane, cambiano strada. Alcuni dei ragazzi che ho seguito oggi sono pizzaioli, altri educatori. Se li trascini verso il bene, ci restano».
Da qui l’affondo sul ruolo delle associazioni: «Il terzo settore deve diventare il primo settore. I privati ci sono oggi e forse non domani. Non possiamo essere noi a rincorrere continuamente i mezzi per salvare questi ragazzi».
Infine, l’appello diretto al presidente della Regione Campania, Roberto Fico: «So che è attento al tema dei minori. Mi auguro che nel nuovo bilancio regionale ci siano fondi per le associazioni del terzo settore. In passato ci sono stati progetti importanti, come Scuola Viva, ma il pomeriggio molti ragazzi non vogliono restare a scuola. Diamo risorse alle associazioni private che offrono palestre, corsi di cucina, percorsi per pizzaioli. È lì che possiamo davvero fare la differenza».



