Niente taxi per persone con disabilità motoria a Napoli. È questo il motivo che ha spinto Christian Durso, 34 anni, affetto da una malattia neurodegenerativa e costretto da vent’anni a muoversi in carrozzina, a diffidare formalmente il Comune di Napoli.

Durso, residente ad Anacapri,è spesso costretto a recarsi nel capoluogo partenopeo per sottoporsi a terapie indispensabili a rallentare la progressione della malattia. Tuttavia, spostarsi in città rappresenta ogni volta un ostacolo: i mezzi pubblici non coprono tutte le tratte e l’unica alternativa resta il taxi. Peccato che, dopo aver contattato diverse compagnie, la risposta sia stata sempre la stessa: nessun veicolo è attrezzato per il trasporto di persone su carrozzina non pieghevole.

Una delle compagnie, in particolare, ha suggerito a Durso di rivolgersi direttamente al Comune di Napoli, ipotizzando una soluzione tramite l’Asl. Seguito il consiglio, Christian ha scritto agli uffici comunali chiedendo la disponibilità di un taxi accessibile. La risposta, arrivata dal Servizio Trasporto Pubblico Locale, ha però di fatto scaricato il problema sui privati, indicando come alternative due servizi di Noleggio con Conducente: una società di ambulanze e un’azienda di trasporto turistico.

Una risposta che Durso ha definito inaccettabile. «Il taxi è un servizio pubblico – ha replicato – e come tale deve essere accessibile anche alle persone con disabilità. Se non lo è, si tratta di una discriminazione». Da qui la decisione di procedere con una diffida formale al Comune.

Il nodo centrale riguarda proprio la natura del servizio taxi: pur essendo svolto da privati tramite licenza, è a tutti gli effetti un servizio pubblico non di linea, regolato da norme precise. La legge 21 del 1992 stabilisce infatti che il taxi non può rifiutare una corsa e deve essere accessibile a chiunque ne faccia richiesta, a differenza dei servizi N.C.C., che operano su prenotazione e senza gli stessi obblighi.

«Napoli è una grande città, con quasi un milione di abitanti, milioni di turisti ogni anno e un ruolo centrale anche per i collegamenti con le isole del Golfo – sottolinea Durso –. L’assenza totale di taxi accessibili alle persone con disabilità motoria non è solo ingiusta, è scandalosa». Nella PEC inviata al Comune, il giovane chiede che venga prevista «una congrua quota di taxi accessibili», affinché il diritto alla mobilità sia garantito a tutti, senza distinzioni.