
Una pratica che sottrae risorse allo Stato, altera la concorrenza e penalizza i cittadini che rispettano le regole: è l’esterovestizione dei veicoli, ovvero l’utilizzo stabile in Italia – e in particolare in Campania, dove il fenomeno è in costante crescita – di automobili immatricolate all’estero al solo scopo di eludere tasse, tributi, sanzioni e obblighi assicurativi, spesso attraverso intestazioni fittizie o società di comodo. Un fenomeno che riguarda soprattutto autoveicoli, suv e scooter, e che, risulta in significativa crescita, tale da richiedere l’intensificazione dei controlli. Un tema che torna ora sui banchi del Governo con un’interrogazione presentata dal senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli, segretario della commissione Giustizia di Palazzo Madama, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
Documento cofirmato intanto dal presidente della Commissione Affari Costituzionali Alberto Balboni a conferma dell’attenzione istituzionale verso una problematica che non riguarda solo l’applicazione del Codice della strada, ma coinvolge profili costituzionali, fiscali e di tutela della concorrenza. A livello nazionale, nel 2025 sono stati già rilevati oltre 53 mila veicoli utilizzati stabilmente con targa estera, mentre la Campania figura tra le regioni maggiormente interessate, con oltre 35 mila veicoli e con una concentrazione significativa nelle aree metropolitane e un impatto economico e fiscale particolarmente rilevante. “Si tratta di una vera e propria piaga – spiega Rastrelli – che non produce soltanto distorsioni del mercato e disuguaglianze tra cittadini, ma determina anche un rilevante danno fiscale per l’Erario e per gli enti territoriali, privati di entrate fondamentali”.
L’iniziativa parlamentare è stata sollecitata da più parti, a seguito di segnalazioni provenienti dal territorio e da operatori del settore, non ultima dall’associazione “Carlo La Catena”, che ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze concrete del fenomeno in termini di legalità, sicurezza stradale e concorrenza leale. “L’esterovestizione dei veicoli – ribadisce Rastrelli – non è una furbizia innocua, ma un meccanismo che sottrae risorse allo Stato, ai Comuni e alle Regioni, genera concorrenza sleale e mina il patto fiscale tra cittadini e istituzioni. In Campania il fenomeno assume dimensioni tali da richiedere un intervento chiaro, coordinato e risolutivo”. Il tema peraltro già all’attenzione del Governo Meloni, assicurano i promotori, non resterà lettera morta. “C’è la piena certezza – conclude Rastrelli – che le iniziative avviate su questi temi porterà a risposte concrete ed efficaci, a tutela dei cittadini che rispettano le regole e delle finanze pubbliche”.




