Buone notizie sul fronte dell’approvvigionamento idrico nel Sannio. Si abbassa il livello di allarme per l’acqua a Benevento, anche se restano alcune criticità, soprattutto sul versante irpino.

A tracciare un quadro in miglioramento è stato l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino meridionale, riunitosi a Caserta. L’organismo ha classificato la Campania in uno “scenario di severità idrica medio”, un dato migliore rispetto alla “severità elevata” registrata nella precedente riunione di novembre.

Nonostante il miglioramento generale, permangono situazioni complesse per il comparto potabile nelle province di Avellino e Benevento, che riforniscono circa 30 Comuni gestiti da Alto Calore Servizi.

Le criticità nel sistema Sele-Calore

Secondo l’Osservatorio, lo schema Sele-Calore registra ancora un ritardo nella ricarica degli acquiferi e un deficit di portata rispetto alla media storica. In particolare, il gruppo sorgentizio di Cassano Irpino ha fatto registrare, al monitoraggio del 25 gennaio, una produzione di 1.652 litri al secondo, contro una media storica di 2.473 litri.

Un dato che conferma il trend negativo degli ultimi anni, ma che mostra anche un lieve segnale positivo: rispetto al gennaio 2025, la portata è aumentata di circa 30 litri al secondo.

Migliora la situazione del Biferno

Decisamente migliore, invece, la situazione delle sorgenti molisane del Biferno, da cui dipendono il capoluogo sannita e alcuni Comuni della valle Telesina. I dati forniti da Molise Acque indicano una portata complessiva di 2.722 litri al secondo, contro i 970 registrati nello stesso periodo dello scorso anno.

Un incremento di oltre 1.700 litri al secondo che rappresenta una svolta importante, pur restando un deficit rispetto alla media storica degli ultimi quattro anni. Per Benevento, questo miglioramento potrebbe consentire la sospensione dell’utilizzo dei pozzi di emergenza di San Salvatore Telesino.

Prospettive

Il quadro complessivo mostra segnali incoraggianti, ma le istituzioni invitano alla prudenza. La fase di emergenza non è ancora del tutto superata, soprattutto nelle aree interne dell’Irpinia, e resta fondamentale il coordinamento tra le Regioni per la gestione condivisa delle risorse idriche.