“Ventisei guide vulcanologiche regolarmente abilitate dalla Regione Campania risultano, ad oggi, impossibilitate a svolgere la propria attività professionale sul sentiero numero 5 del gran cono del Vesuvio, nonostante l’entrata in vigore della nuova normativa regionale che ne sancisce il pieno diritto operativo. Una situazione paradossale e fortemente lesiva non solo dei diritti dei professionisti coinvolti, ma soprattutto dell’interesse pubblico, della sicurezza dei visitatori e della qualità complessiva dei servizi turistici offerti in uno dei siti naturalistici più importanti d’Europa”. A sostenerlo, in una nota, è Gennaro Balzano presidente dell’associazione “Presidio permanente vulcani campani”.

“Dopo quasi trent’anni dall’ultimo concorso – prosegue – la Regione Campania ha approvato lo scorso luglio la delibera che supera il vecchio sistema di ‘numero chiuso’, ampliando l’organico delle guide vulcanologiche operative presso il ‘presidio permanente vulcano Vesuvio’, in risposta al crescente flusso turistico e alle maggiori esigenze di sicurezza”. Ciò nonostante, a quanto sostiene Balzano, “le storiche 37 guide attualmente operanti sul gran cono, restano intenzionate a mantenere il monopolio lavorativo ed economico impugnando la nuova legge regionale davanti al Tar e diffidando le nuove guide vulcanologiche ad operare sul sentiero numero 5”. Per l’associazione “in qualità di soggetto gestore, l’ente parco del Vesuvio non ha ancora fornito riscontro, nonostante la nuova disposizione di legge e a seguito di esplicite richieste”.

Una situazione che da Gennaro Balzano viene definita “non solo un palese impedimento al lavoro per le ulteriori 26 guide vulcanologiche ma favorisce il permanere di un servizio di accompagnamento guidato non idoneo all’importanza del sito, a fronte degli oltre 700.000 visitatori che ogni anno scelgono di visitare il cratere del Vesuvio”.