Torna nuovamente in Appello il processo a carico di nove persone accusate di aver gestito un sistema di contraffazione di scarpe e capi d’abbigliamento, successivamente rivenduti nei mercati rionali di Napoli e dell’area metropolitana. La nuova fase del procedimento giudiziario si apre dopo l’intervento della Corte di Cassazione, che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso presentato dai difensori degli imputati, annullando la precedente sentenza di secondo grado con rinvio.

La decisione della Suprema Corte riguarda in particolare il reato associativo contestato dalla Procura. Secondo i giudici di legittimità, la Corte d’Appello non avrebbe motivato in modo adeguato alcuni passaggi della sentenza, rendendo necessario un nuovo esame del quadro accusatorio. I giudici di secondo grado dovranno ora attenersi alle indicazioni fornite dalla Cassazione e rivalutare le singole posizioni degli imputati.

Il nuovo giudizio coinvolgerà Antonio Salzano (37 anni), Gaetano Salzano (35), Gennaro Salzano (63), Giuseppe Vetrella (79 anni, di Macerata Campania, già assolto in precedenza per i reati fine), Antonio Garofalo (56 anni, di Casoria), Francesco De Biase (42, di Napoli), Nicola Luiso (58, di Napoli), Salvatore La Marra (47, di Acerra) e Alessandra Smeragliuolo (75, di Marcianise). Gli imputati sono difesi da un ampio collegio legale composto dagli avvocati Antimo Castiello, Luigi Poziello, Antonio Del Vecchio, Diego Pedicini, Giuseppe Biondi, Massimo Fumo, Pietro Conte, Pasquale Acconcia e Mariangela Covelli.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Napoli, riguarda un presunto traffico organizzato di merce contraffatta, in particolare abiti e scarpe falsi riconducibili a grandi marchi della moda. Secondo l’accusa, i prodotti provenivano in parte dalla Cina e in parte da laboratori clandestini attivi tra la provincia di Napoli e quella di Caserta, per poi essere immessi sul mercato attraverso canali di vendita informali e mercati rionali, tra cui quello della Duchesca.

Nel procedimento si sono costituiti parte civile alcuni dei principali brand del settore moda, tra cui Nike, Gucci, Moncler e Tod’s, che chiedono il risarcimento dei danni economici e d’immagine subiti a causa della diffusione dei prodotti falsi.

Il nuovo processo d’Appello rappresenterà un passaggio decisivo per l’intera vicenda giudiziaria. I giudici saranno chiamati a chiarire se l’attività contestata possa configurare un’associazione per delinquere strutturata o se, invece, le responsabilità penali debbano essere valutate caso per caso, ridisegnando l’impianto accusatorio emerso dall’indagine.