
Erano due i gruppi, con due diverse auto (due potenti Audi, diverse solo nel colore), in azione per il furto attuato a Vairano Scalo. In una vettura il gruppo che ha materialmente effettuato il colpo; nell’altra complici impegnati nella “logistica” e nel controllo del territorio. E’ la probabilissima ipotesi sostenuta dall’episodio, certamente preoccupante, che si innesta all’interno dei fatti di cronaca avvenuti la notte scorsa nel centro della frazione Scalo quando una banda di cinque malviventi ha assaltato e svaligiato la gioielleria D’Angelo.
I banditi avevano iniziato il loro “lavoro” da pochi secondi; uno di loro, mentre gli altri si accanivano contro la porta dell’attività commerciale, era in strada, probabilmente, per controllare la situazione. Un furgone, con a bordo un gruppo di operai, transita proprio in quell’attimo, in direzione Nord. Il conducente, notando l’azione dei ladri ha suonato il clacson. Poco metri dopo il furgone è stato intercettato dall’altra Audi che parte all’ineguimento del mezzo con gli operai a bordo; un inseguimento che dura diversi chilometri, fino a Mignano Montelungo.
Poi la vettura dei banditi torna indietro. Un uomo, probabilmente residente proprio nei pressi della gioielleria, allertato dai rumori prodotti dai banditi è sceso in strada nell’attimo in cui i ladri si erano messi in auto allontanandosi. L’uomo prende il telefonino ed effettua una chiamata – probabilmente alle forze dell’ordine. Mentre parla e guarda verso la gioielleria, i malviventi ritornano, scendono dall’auto e costringono l’uomo ad allontanarsi rapidamente.




