
Pugno e calcio contro la dirigente medica Ilaria Guida: sette giorni di prognosi. È la terza aggressione dall’inizio del 2026 nella struttura di Aversa. Ancora violenza al Pronto soccorso dell’Ospedale San Giuseppe Moscati di Aversa. Nella notte tra domenica e lunedì una dottoressa e un’infermiera sono state aggredite da un paziente all’interno del reparto di emergenza. Ad avere la peggio è stata la dirigente medica Ilaria Guida, refertata con una prognosi di sette giorni per un’ecchimosi allo zigomo e alla coscia. L’episodio rappresenta la terza aggressione registrata dall’inizio dell’anno nel presidio ospedaliero aversano, uno dei principali punti di riferimento per le emergenze tra le province di Caserta e Napoli. A ricostruire la dinamica è stata la stessa dottoressa Guida. “Ero con un’infermiera quando questo paziente, un 51enne di Casal di Principe arrivato con il 118 per febbre e presunta dispnea, è entrato inveendo contro il personale sanitario chiedendo che gli venisse tolto l’accesso venoso perché voleva andare via”.
La situazione è degenerata nel giro di pochi istanti. “Ha minacciato l’infermiera e io, insieme ad altri colleghi, sono intervenuta per cercare di calmarlo. Ci siamo spostati nel corridoio ma, nonostante fosse trattenuto dai vigilanti e da altri sanitari, mi ha colpito con un pugno e un calcio per poi scappare di corsa”, racconta il medico. L’episodio riaccende il tema della sicurezza all’interno del Pronto soccorso del Moscati, considerato da anni un vero e proprio avamposto della sanità campana. Il reparto registra infatti un numero elevatissimo di accessi ed è tra i più affollati della regione, secondo soltanto all’Ospedale Cardarelli, il più grande del Mezzogiorno. Proprio per questo molti operatori sanitari ritengono indispensabile un presidio stabile delle forze dell’ordine. “I poliziotti – spiegano dal reparto – a causa della carenza di organico non sempre sono presenti e quando lo sono l’attività è limitata alle ore diurne. Di notte il Pronto soccorso resta spesso scoperto”. Nonostante l’aggressione, la dottoressa Guida ha deciso di tornare subito al lavoro. “Non volevo neppure usufruire dei sette giorni di prognosi. Il problema non è solo fisico ma soprattutto psicologico: è difficile capire come si possa aggredire chi sta semplicemente facendo il proprio dovere”.
Durante i momenti più concitati, racconta ancora la dirigente medica, una familiare di una paziente che stava assistendo alla scena si è profondamente commossa. “Ci osservava mentre lavoravamo e ha iniziato a piangere”. Il giorno successivo la dottoressa si è recata alla caserma dei carabinieri di Aversa per formalizzare la denuncia, lanciando anche un appello ai colleghi: denunciare sempre. “Episodi simili accadono con una frequenza impressionante e spesso non vengono segnalati”. Il problema, infatti, non è nuovo per il Moscati. Alla fine del 2025 un’infermiera fu schiaffeggiata dalla figlia di una paziente, esasperata dai tempi di attesa, riportando cinque giorni di prognosi. Nel 2024 una dottoressa venne colpita con un computer lanciato da una paziente, riportando diverse contusioni.





