A due settimane dalla morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto dopo il trapianto di un cuore rivelatosi danneggiato, l’ospedale Monaldi di Napoli torna al centro della cronaca. La vicenda continua a sollevare interrogativi e polemiche, mentre all’interno della struttura ospedaliera emergono tensioni tra il personale sanitario e si susseguono sviluppi sul piano amministrativo.

Le dimissioni ritirate del direttore amministrativo

Nel pomeriggio è arrivata la notizia delle dimissioni del direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Alberto Pagliafora, l’ente da cui dipende anche l’ospedale Monaldi. Tuttavia, nel giro di poche ore, lo stesso dirigente ha deciso di ritirarle.

Pagliafora, che non risulta coinvolto nella vicenda del trapianto del piccolo Domenico, secondo quanto riferito dall’azienda aveva inizialmente presentato le dimissioni per motivi familiari. Successivamente ha però scelto di proseguire nel suo incarico, spiegando la decisione con la necessità di garantire stabilità in una fase particolarmente delicata per l’ospedale.

In una nota, l’Azienda ospedaliera dei Colli ha sottolineato che la scelta del dirigente è maturata “nella consapevolezza della delicatezza della fase che l’ospedale sta attraversando e dell’importanza di garantire continuità amministrativa e organizzativa alle attività dell’ente”.

Le reazioni politiche

La spiegazione fornita dall’azienda non ha però convinto tutti. A intervenire sulla vicenda è stato anche il segretario regionale campano di Forza Italia, Fulvio Martusciello, che ha espresso dubbi su quanto accaduto.

“Cosa è successo? Vogliamo la verità”, ha dichiarato Martusciello, chiedendo maggiore chiarezza su una vicenda che continua a suscitare attenzione e preoccupazione nell’opinione pubblica.

Il clima tra i medici e le richieste di trasferimento

Nella stessa giornata l’Azienda ospedaliera dei Colli ha diffuso un’altra nota riguardante il clima interno alla struttura, in particolare tra gli operatori impegnati nella sala operatoria di Cardiochirurgia pediatrica. Proprio qui, lo scorso 23 dicembre, era stato eseguito il trapianto di cuore sul piccolo Domenico.

Secondo quanto comunicato, alcune segnalazioni di disagio e diverse richieste di trasferimento presentate da operatori sanitari sono state immediatamente trasmesse alla Medicina del Lavoro e al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. L’obiettivo è valutare se tali situazioni possano essere collegate a condizioni di stress lavorativo, anche in relazione al tragico evento che ha colpito il reparto.

I provvedimenti disciplinari

Gli stessi atti sono stati inviati anche all’Ufficio Procedimenti Disciplinari dell’azienda. Dopo una valutazione complessiva dei fatti e dei comportamenti successivamente tenuti, sono stati adottati provvedimenti cautelari di sospensione dal servizio e dall’incarico, ritenuti di particolare gravità.L’azienda ha precisato che le misure sono state differenziate in base alle diverse posizioni dei medici coinvolti. Intanto la vicenda continua a essere seguita con grande attenzione, mentre si attendono ulteriori sviluppi e chiarimenti su quanto accaduto.