Un dipendente dell’ispettorato del lavoro di Napoli dirigeva il tutto. Titolari di aziende agricole mettevano a disposizione le loro realtà imprenditoriali mentre un Caf del Casertano completava le pratiche. E’ così che un’organizzazione criminale gestiva falsi assunzioni di extracomunitari. Il risultato? Lavoratrici e lavoratori migranti non avevano alcun posto di lavoro e la banda otteneva i finanziamenti destinati alle assunzioni. Truffe attrarverso il decreto Flussi, denuncia la Cgil di Napoli e della Campania, che rappresentano una “grave situazione”. Tremila le pratiche che la Polizia è riuscita a bloccare. Una “pratica sicura” che costava tra i 6.500 e i 9.000 euro e che consentiva all’organizzazione criminale sgominata dalla Squadra Mobile di Napoli di fare soldi introducendo in Italia extracomunitari con il meccanismo delle false assunzioni. Una indagine che ha portato oggi all’esecuzione di ordinanze applicative di misure cautelari, emesse dal gip di Napoli su richiesta della Dda, a carico di 18 persone. 37 sono in tutto gli indagati. Il meccanismo era preciso.

Secondo le indagini condotte dagli agenti della squadra Mobile, l’organizzazione criminale aveva il suo centro operativo a Marcianise, in provincia di Caserta. Lo scopo era quello di produrre i “nulla osta al lavoro subordinato”, provvedimenti amministrativi con cui lo Sportello Unico per l’Immigrazione dell’Ufficio prefettizio territorialmente competente autorizza il datore di lavoro che ne faccia richiesta, ad assumere un lavoratore straniero residente all’estero e preventivamente individuato. Il 63enne dipendente dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Napoli, si occupava di esprimere, grazie anche alla collaborazione di altri dipendenti pubblici, i cosiddetti “pareri”, vale a dire gli atti amministrativi mediante i quali venivano certificate le congruità delle richieste avanzate. L’iter amministrativo, poi, veniva completato grazie alla collaborazione strategica di un Caf del Casertano.

I datori di lavoro compiacenti riuscivano ad ottenere fino a 2mila euro per ogni straniero per il quale veniva artificiosamente richiesta l’assunzione. “Riteniamo che la truffa sul decreto Flussi vada affrontata in maniera seria e risolutiva – sostiene la Cgil Napoli e Campania – Vanno bene indagini ed arresti, ma non possiamo dimenticare le vittime di questa storia: è necessario individuare una forma di regolarizzazione per chi, a causa di questo sistema balordo del click day, è rimasto senza lavoro e senza documenti”.