Nuove tensioni a Napoli tra il Comune e le imprese del settore pubblicitario, che contestano duramente un recente comunicato dell’Amministrazione sulle superfici pubblicitarie cittadine.

Le aziende denunciano la mancanza di chiarezza sui criteri adottati dalla Giunta e sui riferimenti normativi utilizzati per definire le superfici da mantenere sul territorio. Secondo la categoria, non sarebbe stato chiarito quali leggi siano state applicate né come siano stati determinati i dati di base.

Nel mirino anche le cifre: a fronte di una superficie complessiva stimata in circa 80mila metri quadrati, il Comune avrebbe indicato numeri parziali senza spiegare la distribuzione effettiva degli spazi. In particolare, resterebbero senza risposta interrogativi su oltre 43mila metri quadrati di impianti privati e su circa 10mila metri quadrati legati all’arredo urbano.

Le imprese segnalano inoltre incongruenze tra i dati ufficiali e quelli in loro possesso, sottolineando l’assenza di indicazioni su elementi rilevanti come le pensiline ANM e altri impianti esistenti.

Per questo motivo, il settore annuncia la possibilità di ricorrere alle vie legali — amministrative, civili e contabili — ipotizzando possibili violazioni di norme europee, della legislazione nazionale e dei principi di libera concorrenza.

Secondo gli operatori, se venissero confermate le attuali indicazioni, si rischierebbe un drastico ridimensionamento del comparto, con la possibile eliminazione di gran parte delle superfici pubblicitarie esistenti.

Una situazione che apre un nuovo fronte di scontro tra imprese e istituzioni, con possibili ripercussioni economiche e occupazionali sul territorio.