Sentenza del giudice del lavoro di Santa Maria Capua Vetere: illegittima la “temporizzazione”, pieno riconoscimento dell’anzianità maturata. Una sentenza destinata a fare scuola e a incidere su un contenzioso diffuso nel comparto istruzione. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha riconosciuto il diritto alla ricostruzione integrale della carriera di una docente oggi in quiescenza, annullando contestualmente la richiesta di restituzione di oltre 39mila euro avanzata dall’Amministrazione. Il giudice del lavoro Rosa Capasso ha accolto integralmente il ricorso presentato dall’insegnante, stabilendo che l’anzianità maturata nella scuola primaria deve essere computata per intero ai fini della ricostruzione della carriera nella scuola secondaria di secondo grado.

La docente, assistita dall’avvocato Antimo Buonamano dello studio legale Bfi (Buonamano-Fusco-Izzo) di Cellole, aveva prestato servizio nella scuola primaria dall’anno scolastico 1983/1984 fino al 2000/2001, per poi ottenere il passaggio di ruolo nella scuola secondaria – dove ha insegnato lingua inglese – nel settembre 2001. Qui ha proseguito la propria attività fino al pensionamento, avvenuto il 31 agosto 2021. Il nodo della controversia risiede nel criterio applicato al momento del passaggio di ruolo. L’Amministrazione aveva infatti adottato il sistema della cosiddetta “temporizzazione”, riconoscendo soltanto 9 anni di anzianità invece dei 18 effettivamente maturati nella scuola primaria. Un calcolo ritenuto errato che aveva prodotto conseguenze rilevanti: da un lato il rallentamento degli avanzamenti economici, dall’altro l’emissione di un provvedimento di recupero da parte della Ragioneria territoriale dello Stato di Caserta per un importo pari a 39.351 euro.

Il Tribunale ha dichiarato illegittimo il decreto di ricostruzione della carriera, sancendo il diritto della docente al riconoscimento integrale del servizio di ruolo svolto nella scuola primaria, in linea con un orientamento ormai consolidato della Corte di Cassazione. “Questa sentenza conferma un principio di equità fondamentale: il servizio di ruolo prestato nella scuola primaria deve essere riconosciuto per intero anche in caso di passaggio alla secondaria”, ha commentato l’avvocato Buonamano. “Si tratta di una decisione importante che tutela i diritti di migliaia di insegnanti e contribuisce a porre fine a un contenzioso seriale che l’Amministrazione ha continuato a sostenere nonostante il costante indirizzo della Cassazione”. Una pronuncia che potrebbe aprire la strada a ulteriori ricorsi analoghi, rafforzando la posizione dei docenti che si sono trovati nella stessa situazione e segnando un ulteriore passo verso l’uniformità nell’applicazione delle norme sulla ricostruzione di carriera.