
Avrebbero offerto denaro per procacciare voti a canditati, poi risultati eletti, e anche ricevuto soldi – tra 60 e 150 euro – in cambio del proprio voto: è quanto i Carabinieri e la Procura di Nola (pm Aurelia Caporale e Sarah Caiazzo) contestano a dieci indagati cui i militari dell’arma hanno notificato un decreto di citazione diretta a giudizio. L’indagine sulla compravendita dei voti alle consultazioni elettorali amministrative del giugno 2022 è scattata dopo la denuncia presentata da due cittadini e si avvale delle dichiarazioni di alcune persone che in cambio del proprio voto avrebbero intascato denaro.
Ad alcuni sarebbero state anche fatte promesse di future agevolazioni che – di fatto – non si sarebbero mai concretizzate, generando malumore e inducendo i votanti delusi a denunciare i fatti ai carabinieri. Secondo quanto emerso, inoltre, ai procacciatori di voti sarebbero stati dati duemila euro per ogni 100 persone “reclutate” con l’aggiunta sia di un premio extra di mille euro, per la positiva conclusione delle consultazioni, sia promettendo altri favori, com un posto di lavoro o un intervento finalizzato a evitare lo sfratto esecutivo di un’abitazione occupata senza autorizzazioni. L’udienza di comparizione predibattimentale che si terrà davanti al tribunale di Nola è stata fissata per il 16 febbraio 2027.





