A Napoli si allarga il fronte degli accertamenti nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi dopo un complesso percorso clinico. Il gip Mariano Sorrentino ha accolto la richiesta della famiglia, disponendo che tra i reperti da analizzare venga incluso anche il cuore malato del bambino.

La decisione rappresenta un passaggio significativo nell’attività istruttoria. I periti incaricati potranno effettuare una comparazione tra il cuore trapiantato e quello originario, con l’obiettivo di ricostruire in modo più completo il quadro clinico e le condizioni che hanno portato al decesso.

Al centro dell’inchiesta resta il trapianto effettuato dopo il trasferimento di un cuore da Bolzano a Napoli lo scorso 23 dicembre. Tra i punti oggetto di verifica, le condizioni di trasporto dell’organo, che secondo quanto emerso sarebbe stato esposto a temperature molto basse durante il trasferimento.

Le operazioni peritali sono state fissate per il 28 aprile presso l’Istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, dove il collegio nominato dal giudice procederà agli accertamenti tecnici sui reperti. L’obiettivo è acquisire elementi utili già in questa fase dell’indagine.

L’attenzione degli investigatori si concentra sia sulla catena di conservazione dell’organo, sia sulle valutazioni mediche e sui protocolli adottati, per chiarire eventuali criticità e il loro possibile ruolo nella vicenda.

Per la famiglia del bambino, l’estensione degli esami rappresenta un passo importante verso un accertamento completo dei fatti. L’esito delle analisi potrà contribuire a fare luce su uno dei casi più delicati e discussi degli ultimi mesi.