
Acquisiti i telefoni cellulari per far luce sulla rete di accordi con altri politici casertani per nomine e assunzioni. Un sindaco ricattato e una rete di favori, nomine, incarichi in cambio di appoggio elettorale ai candidati indicati da Biagio Esposito. Questa l’ipotesi della Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha disposto perquisizioni nei confronti dell’ex assessore comunale e di sua figlia Dora, anche lei consigliera durante il doppio mandato dell’ex sindaco Carlo Marino. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri di Caserta che hanno acquisito da padre e figlia (quest’ultima non formalmente iscritta nel registro degli indagati) dispositivi informatici (smartphone) al fine di avere riscontro di quanto emerso nel corso delle intercettazioni telefoniche. Nel mirino degli inquirenti i rapporti tra gli esposito ed altri politici casertani per tracciare elementi di connessione ed eventuali accordi illeciti. Biagio Esposito risulta indagato per estorsione nei confronti del sindaco Carlo Marino, ricattato con l’arma della sfiducia al bilancio, che la figlia non avrebbe approvato, qualora non avesse accontentato i suoi desiderata.
L’ex assessore risponde poi di corruzione per l’accordo elettorale stretto con Giovanni Zannini (attualmente esiliato fuori dalla Campania per un’altra indagine della Procura per corruzione) che avrebbe previsto l’assunzione del nipote e di un altro amico in società partecipate da Enti Locali in cambio del sostegno elettorale alle regionali di novembre 2025. Per quest’ultima accusa figura nella contestazione provvisoria anche la figlia Dora. Già a gennaio i sostituti Anna Ida Capone e Giacomo Urbano inviarono un invito a comparire tanto a Zannini quanto ad Esposito, entrambi indagati per corruzione. Esposito non si presentò dai pm ma inviò una memoria difensiva.





