

A Castel Volturno si accende il dibattito sul progetto di un Centro di permanenza per i rimpatri (CPR), previsto nell’area de “La Piana”, destinata a parco pubblico. Il piano, emerso attraverso un bando Invitalia da 41 milioni di euro, prevede una struttura in grado di ospitare fino a 120 migranti.
L’iniziativa ha suscitato reazioni e prese di posizione, tra cui quella del cardinale di Napoli Don Mimmo Battaglia, che ha espresso forti perplessità sull’impatto del progetto. Secondo il presule, la realizzazione del CPR rischia di aggravare fragilità già presenti sul territorio, concentrando marginalità dove servirebbero invece investimenti, servizi e opportunità.
“Non è la risposta di cui questo territorio ha bisogno”, ha dichiarato Battaglia, sottolineando la necessità di politiche che puntino all’inclusione e alla dignità delle persone. Nel suo intervento, ha evidenziato come le politiche migratorie non possano essere ridotte a strumenti di contenimento, ma debbano affrontare la complessità del fenomeno con soluzioni strutturali.
Il cardinale ha richiamato anche i principi costituzionali, ribadendo che la tutela della persona deve restare centrale. Ha quindi indicato come priorità percorsi di integrazione, accesso al lavoro, politiche abitative e presidi educativi, invitando a una visione capace di coniugare sicurezza e diritti.
Nel dibattito sono emerse anche altre posizioni contrarie, tra cui quella del governatore Roberto Fico, insieme a diverse associazioni impegnate nella tutela dei diritti umani.
Battaglia ha infine ribadito che Castel Volturno e la Campania non possono diventare il luogo dove si spostano i problemi, ma devono rappresentare un punto di partenza per costruire risposte più giuste e sostenibili.




