Affidato l’incarico al medico legale per l’esame autoptico sul corpo del 20enne ucciso dall’amico Victor Uratoiu al culmine di una lite per futili motivi. Proseguono le indagini degli inquirenti. E’ stata disposta l’autopsia per far luce sulla morte di Vincenzo Iannitti, 20enne di San Castrese, frazione di Sessa Aurunca ucciso dall’amico del cuore, Victor Uratoriu, 19enne rimeno e fatto sparire in uno scantinato. Il sostituto procuratore Gionata Fiore ha affidato l’incarico al pool di medici composto da Carmela Bonomo, Ciro Di Nunzio e Stefania Sica che eseguirà l’esame autoptico la prossima settimana, presso l’istituto di medicina legale di Caserta. Oggi, 28 aprile, si è tenuto il prelievo cellulare dei genitori della vittima alla presenza del consulente tecnico di parte, antropologo e patologo forense Antonio Della Valle, incaricato dalla madre di Vincenzo. Nel frattempo proseguono le indagini per far luce sul movente che abbia spinto ad un omicidio così efferato Victor Uratoriu nei confronti del suo miglior amico. Dalle dichiarazioni rese dinanzi al gip Mauro Buttone in sede di udienza di convalida dell’arresto Victor avrebbe parlato di scenari afferenti alla droga con l’accusa nei confronti della vittima “di far parte di un brutto giro” e di volerlo coinvolgere oltre che di estorsioni a ‘carattere sessuale’.

Dagli accertamenti degli inquirenti sta emergendo l’esatto opposto. Victor già in passato ha avuto legami con ambienti legati alle piazze di spaccio e correlazioni con pusher anche fuori Regione. Inoltre si è alla ricerca di ulteriori elementi per ricostruire la scena criminis. Disposto un ulteriore sopralluogo sul luogo del delitto da parte dei carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca.  Al momento le contestazioni a carico del 19enne restano quelle di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e occultamento di cadavere. L’omicidio e i tentativi di depistaggio Victor al culmine di una lite con Vincenzo lo ha spintonato, poi ha preso un coltello da cucina con lama di 8 centimetri e ha conficcato due pugnalate alla gola dell’amico. Caduto sanguinante ai suoi occhi, lo ha spinto giù dal terrazzo. Il corpo di Vincenzo è finito nel cavedio dell’abitazione pertinente all’abitazione di Victor in Vico Pisciaturo, di proprietà di una vicina che non abita più lì. Lo ha occultato poi all’interno di un sacco e coperto con materiale di risulta. Come se nulla fosse, da quanto è emerso dalle indagini dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Sessa Aurunca, avrebbe contattato il padre della vittima e si sarebbe offerto di partecipare alle ricerche.

Evidentemente però il rimorso faceva capolino nell’animo di Victor tanto da far visita al cadavere di Vincenzo cercando di infierire con una pala per ‘smembrarlo’. E’ sempre stato l’unico sospettato per gli inquirenti. Quando è stato sentito dai militari come l’ultima persona ad aver visto la vittima, qualcosa nel suo racconto ha insospettito i militari. Victor ha cercato in tutti i modi di depistare le indagini fornendo indicazioni fuorvianti sull’ultimo giorno in cui era in compagnia di Vincenzo, il 18 marzo e le notizie su un presunto avvistamento a Roma durante i giorni di scomparsa dell’amico (un mese). Le telecamere di videosorveglianza hanno raccontato una verità diversa. Il giorno della scomparsa i due amici erano in piazza, si sono allontanati verso la casa di Victor poco distante, sono entrati insieme e solo Victor è uscito dall’abitazione. Vincenzo Iannitti è stato ucciso in quella casa e fatto sparire lo stesso giorno. Il killer però è stato beccato dai carabinieri in uno dei suoi tanti sopralluoghi presso il cavedio, nel tentativo di sbarazzarsi ulteriormente del corpo. Il corpo però ha avviato il suo processo di decomposizione e l’odore aveva investito l’intera strada tanto che i vicini residenti pensassero ci fosse un guasto alle fogne. I familiari di Vincenzo sono assistiti dai legali Giuseppe Stelato e Alberto Verrengia; l’indagato dall’avvocato Luigi Imperato.