Coinvolti Milan e Magnier che erano candidati alla vittoria. Nel caos finale sul pavé di Napoli, invece che uno sprint di gruppo si profila a sorpresa un testa a testa: qui, è un perentorio Davide Ballerini (Xds Astana) ad aggiudicarsi davanti a Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) la sesta tappa del Giro d’Italia, firmando il primo successo di un corridore azzurro nella corsa. L’arrivo in gruppo lascia immutata la classifica generale con il portoghese Eulalio (Bahrain Victorious) in maglia rosa e Arrieta (Uae Team Emirates Xrg) distanziato di 2’51”. La fase finale è caratterizzata ancora una volta da una caduta che coinvolge la testa del gruppo, presentatosi compatto nell’ultima curva a gomito a 400 metri dal traguardo. Le prime gocce di pioggia rendono viscide le pietre e in tre scivolano coinvolgendo in tutto una decina di ciclisti, fra i quali anche Milan e Magnier, tra i velocisti maggiormente favoriti per il successo. Il francese si rialza rapidamente e riesce a concludere al terzo posto, ma davanti scappano in due: il canturino Ballerini esce in testa dall’ultima curva e contiene il tentativo di rimonta di Stuyven, tagliando per primo il traguardo. “Da tanto tempo inseguivo questa vittoria al Giro, non sembra ma ho i miei anni – racconta il corridore della Xds Astana -. Oggi il nostro velocista era Malucelli, ma sono l’unico dei primi 4/5 ad essere rimasto in piedi con Stuyven: sono uscito dalla curva, ho sentito in radio ‘vai vai vai’, son partito e ho sperato fino all’ultimo che non mi passasse nessuno. È sempre così, quando meno te lo aspetti arriva la vittoria”.

La tappa è pianeggiante, prezioso terreno di conquista per i velocisti prima dell’impegnativa prova di domani con il traguardo fissato in Abruzzo, sulla sommità del Blockhaus, quando è atteso un primo significativo scossone alla classifica generale. Da Paestum a Napoli – sede di arrivo per il quinto anno consecutivo – per un totale di 141 chilometri, lungo un percorso piatto e costantemente pianeggiante il Giro vive una giornata di calma piatta. La tappa ha tanto il sapore di una marcia di avvicinamento a giornate più impegnative, con le tante salite disseminate sul percorso del Giro che dovranno essere affrontate a partire da domani. Sin dalla partenza da Paestum e per tutti i 141 chilometri del percorso il ritmo di gara è blando. Una sola fuga importante caratterizza la corsa: Vergallito (Alpecin-Premier Tech), Marcellusi, Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber) e Bais (Team Polti VisitMalta) prendono il largo una decina di chilometri dopo la partenza e acquisiscono un vantaggio massimo di 50 secondi prima di essere riassorbiti dal gruppo a Brusciano, a poco meno di 40 chilometri dal traguardo. Bais passa per primo sotto lo striscione dell’unico Gran Premio della Montagna di giornata il primo e unico GPM di giornata, a Cava dei Tirreni mentre il Traguardo Volante di Brusciano va a Tarozzi.

Al traguardo volante ed Bull KM di Afragola passa per primo Magli (Bardiani CSE 7 Saber), al quale vanno i 6″ di abbuono, seguito da Crescioli (Team Polti VisitMalta) e Van Eetvelt (Lotto-Intermarché). Vingegaard con la sua squadra controlla nella fase finale della tappa la testa del gruppo per evitare sorprese, ma si mantiene prudenzialmente nelle retrovie, così come fa Pellizzari. Dopo le cadute dei giorni scorsi i corridori sono evidentemente preoccupati per l’asfalto umido e preferiscono con aumentare la velocità per evitare nuovi pericolose sbandate. Nessuno scossone caratterizza la corsa fino all’arrivo a Napoli. Prima di entrare in città si percorrono circa 20 chilometri in superstrada. Gli ultimi 3 chilometri sono lineari e costeggiano il porto di Napoli. A cinque chilometri dal traguardo gli uomini della Unibet Rose Rockets si piazzano davanti al gruppo. A 650 metri dall’arrivo un curva a sinistra immette nella leggera salita (4%) di via Acton su basolato. A 400 metri dall’arrivo una curva a gomito conduce sul rettilineo finale su pavé.

Le squadre dei velocisti lavorano con attenzione nella fase di avvicinamento all’ultimo chilometro. Sul rettilineo finale la spunta Ballerini, sfrecciando sotto lo striscione del traguardo, davanti al Palazzo Reale, in Piazza del Plebiscito scenario iconico sul quale soltanto in una precedente occasione, 47 anni fa, si era conclusa una tappa del Giro d’Italia, con una cronometro partita da Caserta che vide vincitore Francesco Moser in maglia rosa.