La Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha eseguito un decreto di sequestro preventivo da oltre 18mila euro nei confronti di due consiglieri comunali oplontini e di una terza persona coinvolta nell’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i due consiglieri avrebbero ottenuto indebitamente rimborsi per permessi lavorativi e partecipazione alle commissioni consiliari attraverso false attestazioni e dichiarazioni mendaci presentate al Comune.

L’inchiesta nasce da una segnalazione del segretario generale del Comune, che aveva denunciato un presunto “sperpero di denaro pubblico” legato all’eccessivo numero di commissioni consiliari e ai relativi rimborsi erogati dall’ente. Nel documento citato dalla Procura si parla apertamente di una “rimborsopoli”.

Uno dei consiglieri, secondo gli investigatori, avrebbe simulato un rapporto di lavoro presso una sede sindacale di Civitavecchia, distante oltre 300 chilometri da Torre Annunziata, per giustificare assenze lavorative e ottenere rimborsi più elevati. Dalle verifiche sarebbe emerso che quella sede non era mai stata realmente frequentata e che il legale rappresentante dell’organizzazione sindacale era il padre dello stesso consigliere.

Il secondo consigliere, invece, avrebbe dichiarato falsamente di spostarsi con mezzi pubblici e di impiegare circa 85 minuti per raggiungere il Comune dal luogo di lavoro, mentre le indagini avrebbero dimostrato che utilizzava normalmente un motociclo impiegando circa mezz’ora.

Le somme contestate ammontano a circa 14mila euro per il primo consigliere e poco più di 4mila euro per il secondo. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati anche uno scooter Honda e un orologio di valore.

La Procura sottolinea come i fatti contestati rappresentino “condotte truffaldine” che avrebbero piegato il ruolo pubblico a fini privati, causando un danno economico al Comune di Torre Annunziata.