
Voglio rappresentare la mia forte preoccupazione rispetto alla procedura che il Governo Meloni sembrerebbe intenzionato ad adottare per il Parco Verde ed accennata, anche, da parte del Segretario alla Presinza del Consiglio, on. Alfredo Mantovano, durante l’inaugurazione della riqualificazione della Villa Andersen, situata proprio nel quartiere. Se, infatti, fosse confermata l’ipotesi di affidare il recupero a un soggetto privato chiamato ad anticipare le risorse necessarie per, poi, gestire gli immobili interessati, ci troveremmo di fronte a un modello che rischia di scaricare i costi finali sulle famiglie. È evidente che un soggetto privato, investendo capitali propri, dovrà recuperare e remunerare le somme anticipate e ottenere, ergo, un margine economico adeguato. Il rischio concreto è che i costi di questa operazione possano essere così ribaltati sulle famiglie, già economicamente e socialmente precarie, come: un aumento dei canoni ad esempio che comprometterebbe la funzione sociale che gli alloggi popolari devono continuare a garantire. Voglio evidenziare come gli edifici del Parco Verde, in gran parte prefabbricati e ormai datati, presentino limiti strutturali ed energetici difficilmente superabili con interventi di riqualificazione. Investire ingenti risorse per interventi parziali e temporanei rischia di rivelarsi una scelta inefficace e priva di una reale visione strategica. Invito, quindi, il sindaco, come già fatto informalmente, che so che parteciperà martedì a dei tavoli ministeriali in tema, e la sua maggioranza, ad assumere una posizione chiara e coraggiosa: non una politica di manutenzione straordinaria permanente, ma una vera politica di rigenerazione urbana.
La strada da percorrere deve essere quella dell’abbattimento e della ricostruzione programmata e ricollocata nella distribuzione, attraverso un progetto pluriennale capace di restituire dignità abitativa alle famiglie e superare definitivamente il modello del quartiere-ghetto. L’obiettivo deve essere duplice: da un lato garantire abitazioni moderne, sicure, efficienti e sostenibili, anche attraverso formule che consentano alle famiglie di diventare proprietarie nel tempo; dall’altro ridurre progressivamente la concentrazione di disagio sociale che, negli anni, ha favorito il radicamento e la rigenerazione dei fenomeni criminali. La criminalità non si combatte soltanto con la repressione. Si combatte anche intervenendo sulle condizioni urbane e sociali che ne favoriscono la presenza e il reclutamento di nuove leve: la forza della criminalità non deriva soltanto dal numero dei reati commessi, ma soprattutto dalla sua capacità di rigenerarsi e consolidarsi in contesti caratterizzati da degrado, marginalità e assenza di opportunità. Quando disagio abitativo, esclusione sociale e criminalità vengono concentrati nello stesso luogo, finiscono per compromettere il tessuto sociale di un’intera comunità. Al contrario, una politica seria di abbattimento, ricostruzione e ricollocazione diversificata può contribuire a spezzare questo meccanismo, riducendo gli spazi di influenza della criminalità e restituendo sicurezza, dignità e prospettive ai cittadini.
Questo è il punto politico centrale: non basta intervenire sugli edifici con operazioni di facciata. Occorre eliminare le condizioni che hanno consentito, nel tempo, alla criminalità di radicarsi e rigenerarsi. Il Parco Verde non ha bisogno di rattoppi, ma di una visione complessiva, strutturale e di lungo periodo. L’attuale maggioranza con il Sindaco su una battaglia seria per l’abbattimento, la ricostruzione e la rigenerazione del Parco Verde, troverà, in me, che già conduco questa battaglia in parlamento, piena disponibilità al confronto e alla collaborazione, al di là delle appartenenze politiche. Quando sono in gioco i diritti dei cittadini, soprattutto dei più fragili, non possono esistere divisioni di parte. Il Movimento 5 Stelle seguirà con grande attenzione l’evoluzione di questa vicenda. Se l’amministrazione comunale sosterrà un progetto realmente utile alla cittadinanza, saremo pronti a fare la nostra parte in tutte le sedi. Se, invece, si perseguirà la strada della privatizzazione della gestione degli alloggi popolari, con il rischio di trasferire i costi sulle famiglie, già precarie, ci troveranno pronti a contrastarla con determinazione. Il Parco Verde non ha bisogno di operazioni di immagine, ha bisogno di una politica seria, trasparente e coraggiosa, capace di guardare ai prossimi decenni e non alle prossime passerelle istituzionali. Restiamo disponibili a ogni confronto amministrativo e politico, ma saremo sempre fermi nel difendere gli interessi dei cittadini di Caivano e delle famiglie che da troppo tempo attendono risposte concrete, dignitose e definitive.






