
Articolo di Angela Esposito – C’è un’isola che, oltre alla sua celebre bellezza naturale, sta riscoprendo una profonda vocazione culturale. Le prime settimane di Anacapri Sguardi Teatrali tracciano il bilancio di un successo che va oltre i numeri: la rassegna è riuscita a trasformare il territorio in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto, dove il teatro di ricerca, l’impegno sociale e la grande tradizione italiana si fondono per dare vita a uno degli eventi più significativi e attesi dell’estate campana 2026. La risposta della platea, appuntamento dopo appuntamento, è stata un crescendo di calore e coinvolgimento, segno di un forte desiderio di storie profonde e condivise.
Il percorso artistico della rassegna si è sviluppato come un dialogo continuo tra gli artisti e il territorio, affrontando temi complessi con linguaggi sempre accessibili e partecipativi.
Il sipario si è alzato il 16 maggio con un’apertura intima e programmatica. Lucio Allocca, figura storica della televisione italiana, ha scelto di accorciare le distanze con il pubblico attraverso Sarò Breve. Il suo non è stato solo uno spettacolo, ma un intreccio autobiografico che ha messo al centro il valore dell’ascolto e dell’incontro umano, elementi chiave dell’intera rassegna.
Il passaggio al teatro civile e di frontiera è avvenuto il 23 maggio al Teatro Paradiso con la Compagnia Animali Celesti. Il loro Canto d’amore alla follia (diretto da Alessandro Garzella con Francesca Mainetti) ha portato in scena il tema delicatissimo della malattia mentale. Frutto di un lungo lavoro di ricerca nei centri di marginalità, lo spettacolo – premiato dal MIC per l’accessibilità – ha scosso e commosso il pubblico, lasciando un’impronta profonda.
Pochi giorni dopo, il 29 maggio, l’interazione è diventata totale con i Chille de la Balanza. Nel loro omaggio a don Lorenzo Milani (I Care. Lettera a una professoressa), gli spettatori sono stati chiamati ad abitare lo spazio scenico insieme agli attori, disegnando e costruendo sculture, abbattendo fisicamente la barriera tra la platea e il palco per rivivere l’esperienza pedagogica di Barbiana.
Un giugno di grandi testi e interpretazioni appassionate
Con l’arrivo dell’estate, il cartellone ha intensificato il ritmo e lo spessore letterario:
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Il 6 giugno Massimo Verdastro ha affrontato l’intensità della prosa gaddiana con Eros e Priapo, un violento saggio antifascista del dopoguerra capace però di risuonare con incredibile precisione anche nel presente.
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L’11 giugno, la sezione speciale We Love Enzo ha celebrato il genio di Enzo Moscato attraverso la sensibilità di Benedetto Casillo, che in Ultimo arrivato a casa… ha regalato un affresco intimo e di grande amore per il maestro napoletano.
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Il 20 giugno Nunzia Antonino ha vestito i panni di Eleonora de Fonseca Pimentel in Lenòr, un monologo vibrante sospeso tra storia e attualità. La stessa interprete, il giorno successivo a Villa Rosa, ha cambiato registro per farsi corpo e voce della prosa di Elsa Morante, leggendo Lo scialle andaluso in un’atmosfera raccolta e suggestiva.
La rassegna ha dimostrato la sua natura inclusiva anche verso le nuove generazioni. Il 24 giugno, in concomitanza con la Festa della Bandiera Blu 2026, la Palestra Comunale ha cambiato volto per accogliere Circo. Sogno a occhi aperti. Sette artisti sul palco (La Mura, i Napodano/Napolano, Mosca, Ardovino, Di Matteo e Visco) hanno offerto un pomeriggio di acrobazie e magie, dimostrando come il teatro possa parlare a ogni età.
L’attenzione è ora tutta rivolta a domenica 28 giugno, quando il Teatro Paradiso ospiterà una delle tessere più pregiate del mosaico di questa rassegna: il nuovo monologo di Lella Costa, intitolato “La Fata”.
L’attrice, oggi tra i nomi più autorevoli del panorama teatrale e direttrice del Teatro Carcano di Milano, porta sul palco una riflessione incentrata sulla Fata Turchina, l’unico personaggio femminile delle avventure di Pinocchio. Una figura enigmatica, mutevole, che appare e scompare nel classico di Collodi per guidare il burattino in un percorso allegorico e di crescita.
Attraverso una scrittura ironica e arguta, Lella Costa esplorerà le mille sfaccettature di questo personaggio – contemporaneamente madre, sorella, bambina e anziana – trasformandolo in uno specchio in cui lo spettatore può guardare la propria anima. Un’ora e un quarto di spettacolo che promette di coniugare la consueta leggerezza dell’attrice con una profonda e autentica riflessione sulla vita.
Maggiori informazioni riguardante l’evento:
“La Fata” di e con Lella Costa (Produzione Teatro Carcano) al Teatro Paradiso, Anacapri – Domenica 28 giugno 2026, ore 21:00
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
È previsto un servizio di navetta gratuita con partenza da Capri alle ore 20:30 per agevolare il rientro e l’afflusso del pubblico.
Per informazioni ufficiali è attiva la mail: turismo@comunedianacapri.it






