A Napoli, per atti persecutori, lesioni, minacce e rapina aggravati dal metodo mafioso. Ti brucio nell’acido, ammazzo te e pure loro se voglio perché qua comando io”; e ancora: “ti taglio la gola, io solo quella che comanda, ti sparo”: si chiama Luca Troncone ed è il cognato del boss Vitale Troncone (fratello di sua moglie), detenuto al 41bis, il 47enne a cui i carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli hanno notificato un arresto per atti persecutori, lesioni, minacce e rapina aggravate dal metodo mafioso, commesse nel quartiere napoletano di Fuorigrotta ai danni di un soggetto incensurato che aveva avuto una relazione occasionale con una donna legata a un elemento di vertice del clan Troncone.

La vicenda, iniziata nel 2023 e protrattasi fino all’aprile 2026, è stata caratterizzata da ripetute aggressioni e minacce di morte rivolte alla persona offesa, con l’intento di costringerla ad abbandonare il quartiere; violenze culminate in una aggressione all’esterno di una discoteca a Varcaturo seguita da un altro episodio analogo durante il quale l’indagato ha rapinato del casco la vittima inducendola a scappare per due settimane in Francia. I militari, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno ricostruito l’intera vicenda, raccogliendo immagini delle telecamere installate in zona e le testimonianze dei presenti.