NAPOLI – L’ipotesi che la nazionale di volley avesse dovuto giocare a Eboli in caso di pioggia, prima dell’inaugurazione dell’Europeo in Piazza del Plebiscito, ha riacceso il dibattito sulla carenza di impianti indoor a Napoli. Sulla vicenda è intervenuto l’imprenditore napoletano dell’hospitality Enrico Ditto, definendo l’episodio un evidente segnale dei ritardi infrastrutturali che la città deve colmare.

«Un titolo come quello di Capitale Europea dello Sport non deve mai essere un punto di arrivo, ma una base di partenza per cambiare volto a Napoli» ha dichiarato Ditto, sottolineando come la strada tracciata dall’amministrazione Manfredi sia quella giusta, ma richieda uno sforzo ulteriore per colmare il disavanzo ereditato dal passato. Secondo l’imprenditore, la disponibilità di strutture coperte ed efficienti è la condizione fondamentale per permettere al capoluogo campano di competere alla pari con le principali capitali europee.