
Un medico del 118 dell’Asl Napoli 2 Nord è stato aggredito a Mugnano durante un intervento di soccorso, riportando un trauma cranico e fratture multiple al volto. Il sanitario è stato trasportato all’ospedale di Pozzuoli, dove ha ricevuto una prognosi di 30 giorni. L’episodio ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza degli operatori sanitari e sulla necessità di individuare nuove strategie per affrontare le situazioni di disagio psichiatrico.
Secondo quanto ricostruito, l’intervento era stato richiesto dai genitori di un giovane paziente psichiatrico. Sul posto erano presenti il medico e altri quattro sanitari, impegnati a gestire la situazione.
Durante le operazioni, il giovane avrebbe iniziato a insultare un’infermiera. Nel tentativo di riportare la calma, il medico sarebbe stato aggredito con un tirapugni che il paziente aveva con sé. Un infermiere si sarebbe frapposto tra l’aggressore e il collega per aiutarlo.
Il professionista ha riportato lesioni al cranio e al volto che hanno reso necessario il trasferimento in ospedale. Sul posto erano presenti anche le forze dell’ordine.
Sulla vicenda è intervenuta Monica Vanni, direttrice generale dell’Asl Napoli 2 Nord, che ha definito l’accaduto un episodio grave, sottolineando la necessità di affrontare il disagio psichico attraverso un approccio multidisciplinare e una maggiore collaborazione tra le istituzioni.
Secondo Vanni, gli operatori sanitari sono sempre più esposti al rischio di aggressioni durante il servizio. Per questo, ha evidenziato l’esigenza di introdurre protocolli più ampi, capaci di garantire una maggiore protezione ai soccorritori e di coordinare gli interventi nelle situazioni in cui emergenze sanitarie e questioni di ordine pubblico si intrecciano.
La direttrice ha inoltre ribadito che l’azienda sanitaria garantirà al medico aggredito la tutela legale, ricordando che episodi simili hanno già coinvolto in passato altri professionisti dell’Asl.
L’obiettivo, ha sottolineato, non può limitarsi alla protezione dei dipendenti dopo un’aggressione, ma deve comprendere anche la ricerca di nuove soluzioni per affrontare il disagio psichiatrico, attraverso il coinvolgimento delle diverse articolazioni dello Stato.
L’episodio di Mugnano riporta così al centro il tema della sicurezza di medici e infermieri impegnati nell’emergenza territoriale, spesso chiamati a intervenire in situazioni complesse e delicate. La richiesta dell’Asl è quella di costruire un sistema di collaborazione più efficace, in grado di tutelare sia i pazienti sia gli operatori chiamati a prestare loro assistenza.






