
La Cassazione ha negato il beneficio per Antonio Fiano ritenuto respondabile di bancaraotta fraudolenta, truffa, riciclaggio e tentata estorsione. La prima sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Filippo Casa, si è pronunciata sul ricorso di Antonio Fiano, 49enne di Piedimonte Matese trasferitosi nel Trevigiano, autore del crac milionario del Consorzio Imprese Edili Riunite di Trevigiano Scarl, avverso l’ordinanza della Corte di Appello di Venezia. La Corte di Appello di Venezia, in qualità di giudice di esecuzione, ha revocato il beneficio della sospensione condizionale della pena concesso a Fiano rigettando l’istanza del condannato di dichiarare estinte le pene inflitte con le pronunce della Corte d’Appello di Venezia e Napoli, per prescrizione. Antonio Fiano ha riportato due condanne a pena condizionalmente sospesa, una emessa dalla Corte di Appello di Venezia alla pena di 8 mesi di reclusione e 800 euro di multa per truffa commessa nell’ottobre 1999 e una seconda emessa dalla Corte di Appello di Napoli alla pena di 1 anno e 8 mesi e 1100 euro di multa per calunnia commessa nel 2000. Inoltre è stato condannato a 1 anno e 8 mesi di reclusione e 500 euro di multa dalla corte d’appello partenopea per una tentata estorsione ai danni di un avvocato e i suoi familiari nel 2008, reato commesso nei 5 anni della irrevocabilità delle sentenze concessive il beneficio. Quindi sussistente la condizione di revoca.







