Prove di disgelo tra bomber e il tecnico che lo manda a fare training individuale. Romelu Lukaku è rientrato al Napoli Training Center e ha svolto un lavoro individuale”. Così il Napoli sui suoi canali ufficiali sintetizza in modo estremamente asciutto il ritorno dell’attaccante belga in città dopo oltre un mese dalla sua decisione di restarsene in patria. Una scelta, quella di Lukaku, maturata dopo essere stato convocato a marzo dalla sua nazionale per gli impegni pre-mondiali del Belgio contro Usa e Messico. E presa dopo essere stato visitato dallo staff medico della nazionale belga che invitò il calciatore a non rientrare subito in Italia per riacquistare la condizione ottimale. Una scelta che non è stata mai ben accetta dal club azzurro. Il ritorno del centravanti azzurro è stato il primo passo verso il disgelo con il tecnico Conte: tra i due, infatti, c’è stato l’atteso incontro. Pochi minuti a bordo campo durante l’allenamento della squadra al termine del quale Lukaku è stato mandato a riscaldarsi da solo in un campo limitrofo per monitorare al meglio lo stato della sua condizione.

L’amarezza di Conte per il comportamento dell’attaccante che lui stesso aveva voluto a Napoli dopo averlo avuto all’Inter è nota ed è dettata sia dal mancato ritorno in città dopo la pausa nazionale di fine marzo, sia da un episodio di due settimane fa quando il bomber del Napoli, di passaggio in sede per incontrare il ds e i medici azzurri, ha evitato di incontrare il tecnico senza affacciarsi nella stanza in cui si trovava. “Io ero lì – ha sottolineato Conte – ma lui non è venuto”. Lukaku viene infatti visto come uno che ha tradito la causa azzurra, cosa che lo stesso tecnico del Napoli non ha mancato di sottolineare all’interno dello spogliatoio e pubblicamente in vista di questo finale di campionato con il club avviato a chiudere al secondo posto, direzione Champions League, dopo aver invano tentato di contendere lo scudetto all’Inter.

Toccherà ora a Lukaku riuscire a riconquistare posizioni nel cuore del tecnico salentino e dei tifosi provando a giocare qualche minuto nelle ultime tre partite in programma, in modo da non perdere l’ultimo treno per i Mondiali della sua carriera, lui che il 13 maggio compirà 34 anni. L’attaccante ha ora da dimostrare sul campo di potersi ritagliare uno spazio almeno nei finali dei match che vedranno gli azzurri impegnati contro il Bologna, il Pisa e l’Udinese da qui a fine campionato. Un percorso che si annuncia in salita per l’attaccante, tra gli artefici dello scudetto dello scorso anno con i 14 gol firmati, e che invece quest’anno è venuto meno segnandone uno solo nelle sette partite giocate. Intanto in casa Napoli si fa il punto sulle condizioni degli infortunati dopo il rientro di Rrahmani e di Di Lorenzo. Il prossimo a tornare disponibile potrebbe essere Vergara che dovrebbe essere portato in panchina già contro il Bologna. Diversamente sarà abile nella successiva trasferta di Pisa.