Terremoto S.p.a. “Un sisma infinito”

di Giovanni Ciuonzo – Il terremoto non è solo la scossa,le vittime, la distruzione degli edifici e del patrimonio pubblico,ma è anche un protrarsi di responsabilità e di vergognosi scandali,che in Italia sono spesso storici.
Iniziamo da quel tremendo sisma del 1980,quando a crollare furono interi paesi dell’Irpina e della Basilicata e in quell’occasione morirono circa 4000 persone. Dopo una decina di anni, 1989, fu istituita una “Commissione d’inchiesta” con a capo Oscar Luigi Scalfaro. Lo scopo della commissione, che aveva gli stessi poteri della magistratura (costituita da venti deputati e altrettanti senatori) era quello di accertare quanto realmente lo Stato avesse speso, sino a quel momento, per la ricostruzione delle aree terremotate. In effetti nemmeno questo complicato meccanismo burocratico, riuscì a fare luce sulle montagne di denari spesi per la ricostruzione, donati anche da molti paesi esteri. Si calcola che siano oltre 120 mila miliardi di lire,ma probabilmente finirono nelle mani di politici corrotti e di organizzazioni criminali, perche la popolazione colpita del tremendo sisma, rimase nelle baracche per oltre 20 anni.
il sisma dell’Aquila( e province) del 6 Aprile 2009 provocò 309 morti e dei danni ingenti  ancora da calcolare. Il caso più commovente fu senz’altro la morte di una decina di studenti in uno stabile al centro dell’Aquila. Ma l’inchiesta della magistratura continua e continuano anche le proteste dei cittadini aquilani, che nel frattempo hanno creato veri e propri comitati.
Si calcola che siano stati spesi già 32 miliardi di euro (denari stanziati anche dalla Comunità Europea) scoperti fiumi di tangenti e appalti truccati…e l’Aquila è ancora inagibile. Arrestati per corruzione 7 imprenditori, dimesso il sindaco aquilano Massimo Cialente e 4 assessori.
Fra risate, scherzi ed escort, intercettate dalle forze dell’ordine, subito dopo il tremendo terremoto dell’Aquila, spiccano alcune dichiarazioni dell’imprenditore Diego Anemone (“Abbiamo trovato una miniera d’oro”) con alcuni politici e faccendieri, che alzavano i calici, per gli appalti della ricostruzione.
Fra il 29 e il 31 maggio del 2012 vi fu un altro evento sismico costituito da una serie di scosse localizzate nel distretto sismico della pianura padana emiliana, prevalentemente nelle province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo,provocando circa 30 vittime e numerosi ed ingenti danni alle case, ma soprattutto alle industrie e le aziende manifatturiere della zone.
Nel 2016 gli abitanti delle zone colpite costituirono il “Comitato Sisma 2012” e il 30 agosto dello stesso anno,protestarono contro il governo Renzi, per i mancati interventi promessi e mai effettuati. Modena, 30 agosto 2016: «Sono passati quattro anni dal terremoto e c’è ancora gente fuori casa, la ricostruzione va a rilento», commenta Sandro Romagnoli, leader del comitato che già nella fase dell’emergenza aveva le idee chiare su cosa si doveva fare. «Siamo rimasti inascoltati per lungo tempo. Ci sono volute le manifestazioni in piazza, con tutti i cittadini, per far alzare alla Regione il contributo per la ricostruzione al 100%, fermo, secondo l’ ordinanza regionale, all’60% per mancanza di fondi».
Continua: «Ai cari terremotati del centro Italia vorrei suggerire di non prendere a modello l’Emilia, perché rischierebbero di replicare i nostri problemi, ancora irrisolti, frutto di errori che si potevano correggere, coinvolgendo anche i cittadini, espropriati invece del diritto di dire la loro su come ricostruire casa..il governo ci aveva promesso di ricostruire le nostre case e la nostra vita,ma dopo un anno e dopo l’esplosione mediatica,ci hanno abbandonati»
Spesi circa 24 miliardi di euro e l’inchiesta sugli interventi è come al solito in mano alla magistratura.
Ieri nella sua consueta spettacolarizzazione mediatica il nostro Premier Matteo Renzi, ha dichiarato che “Tutto verrà ricostruito” e i soldi ci sono…A questo pento, visto i precedenti, c’è poco da fidarsi, anche perche nella nostra macchinosa burocrazia, spesso i fondi si “perdono” per strada, come quelli persi dalle offerte dei cittadini (15 MILIONI di euro) tramite Telecom ed altre compagnie telefoniche nazionali.
Caro Premier Matteo Renzi..In una nazione dove la corruzione fattura circa 80 miliardi di euro l’anno (molti denari finiscono anche nelle banche estere e su conti fasulli), e l’imprenditoria cementizia è spesso nelle mani della criminalità organizzata …non ci si può fidare e la gestione di questi fenomeni terrificanti, dovrebbe andare direttamente ad una commissione di magistrati e forze dell’ordine, non a politici, parenti, banchieri, imprenditori dal colore politico compiacente.

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