London’s calling

Pareggio per 2-2, allo Stadium, fra Juventus e Spurs. Tutto si deciderà a Wembley

Londra chiama e si spera che la Juventus risponda presente, il prossimo 7 Marzo. Si deciderà tutto nei 90 minuti che si giocheranno nel tempio del calcio inglese. Una vera e propria finale, così come è stata definita anche da Massimiliano Allegri. 

RIMPIANTI BIANCONERI

Inutile nascondere il rammarico che serpeggia nell’ambiente juventino. Nonostante il tecnico livornese abbia definito inaccettabile tale situazione mentale, non possono non esserci rimpianti. Non può non esserci delusione dopo lo sviluppo della partita di Torino. Un’andata degli Ottavi in cui la Vecchia Signora avrebbe potuto chiudere il conto, relegando la sfida di Wembley a mera formalità.

LA PARTITA

La Juventus domina i primi minuti di gioco. Passa al 2′ grazie ad un’invenzione di Pjanic per Gonzalo Higuaìn, che al volo deposita in rete. Al 9′, è già 2-0: Davies stende Bernardeschi, calcio di rigore e doppietta del Pipita. Il Tottenham non demorde e comincia ad attaccare. Al 26′, colpo di testa di Kane e miracolo di Buffon. Al 30′, Higuaìn ha l’occasione per il tris: palla fuori di poco dopo aver calciato, in pratica, dal dischetto del rigore. 5 minuti dopo, gol degli Spurs con Kane che, sul filo del fuorigioco, si inserisce, salta Buffon e deposita in rete. Nel finale del primo tempo, accelerazione di Douglas Costa che genera il secondo rigore per la Juve. Higuaìn stavolta, però, calcia sulla traversa. Nella ripresa, bianconeri che soffrono di meno il possesso di palla inglese, subendo la rete del 2-2 finale su punizione trasformata da Eriksen al 71′.

ANALISI

Rammarico, sì, certo, ma anche grande speranza in vista del ritorno. Un peccato, non aver chiuso il primo tempo sul 3-1 con la realizzazione del calcio di rigore. Tuttavia, va considerato anche lo spessore dell’ avversario, vera e propria rivelazione della prima parte di Champions League. Molti dimenticano, infatti, che gli Spurs hanno fermato il Real Madrid a domicilio, battendolo poi a Wembley per 3-1, nel corso della fase a gironi. In più, vanno evidenziati i nomi della formazione di Pochettino. Kane e Eriksen non sono, di certo, gli ultimi arrivati, così come i vari Son, Lamela e Alli. Vincere in Coppa dei Campioni contro calciatori di tale levatura non è mai semplice, come invece, di sicuro, lo è parlare da un divano.

 

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