Mercedes: imparare dai propri errori prima di lanciare false accuse

Le uscite di Toto Wolff, James Allison e Lewis Hamilton hanno fatto svanire di colpo tutto l’aplomb di casa Mercedes

Accusare Ferrari di progettare manovre deliberate per eliminare dai giochi le frecce d’argento ha rappresentato davvero una caduta di stile per la Mercedes. Incidenti come quelli di Raikkonen a Silverstone e di Vettel a Le Castellet possono essere tranquillamente classificati come episodi di gara. Più che altro, Allison, Wolff ed Hamilton dovrebbero concentrarsi sui propri errori prima di muovere accuse che non hanno motivo di esistere.

PARTENZE HORROR

Dalle parti di Stoccarda sarebbe forse il caso di focalizzare l’attenzione sulle partenze disastrose nei GP di Gran Bretagna ed Austria. Nel Gran Premio di casa, Lewis ha infatti lasciato pattinare le gomme allo start. Un errore alquanto grave che gli ha fatto perdere subito la leadership a vantaggio di Vettel e del suo compagno di squadra. Anche Valtteri, dalla sua, in pole a Spielberg, non ha avuto uno scatto brillante passando subito dalla prima alla terza posizione in curva 1. Due incertezze che hanno compromesso le ultime due prove del mondiale, al di là del noto problema power unit.

STRATEGIE DA DIMENTICARE

In più occasioni, inoltre, si è avuto modo di “ammirare” l’atteggiamento sornione avuto ai box in situazioni critiche. Sia a Spielberg che al Silverstone, in occasione della VSC e della SC, i piloti della casa tedesca non sono stati richiamati per il cambio gomme. Una situazione surreale che è apparsa tale anche ad Hamilton, sconfortato nei suoi team radio con riguardo alle scelte del muretto. In Austria, l’esitazione degli strateghi della stella a tre punte gli era costata il primato, con i suoi avversari rientrati per la sosta in regime di VSC, perdendo poco e niente nei suoi confronti. In Inghilterra, la scelta conservativa di mantenere fuori Bottas e Lewis con gomme medie usate, mentre le Ferrari rientravano per montare le soft, non ha messo in condizione le monoposto di poter battagliare ad armi pari con le rosse, evidentemente più pimpanti nella bagarre.

Insomma, alla Mercedes si necessita di un bagno d’umiltà. Ammettere di aver sbagliato è il primo passo per tornare al successo. Inutile appigliarsi ad errori altrui, tra l’altro, opportunamente sanzionati.

 

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