Senza l’assistenza dei commercialisti il sistema produttivo del paese si ferma: fondamentale il loro apporto durante l’emergenza Covid

La fase 1 e 2 con l’emergenza Covid avrebbe messo in ginocchio il paese almeno quanto l’emergenza sanitaria senza l’apporto dei commercialisti italiani. Testi legislativi scritti male ma che ovviamente hanno effetti sulle imprese e sulle famiglie italiane, senza la traduzione e l’applicazione dei commercialisti avrebbe provocate danni ingenti al sistema produttivo.

“I commercialisti hanno esercitato una funzione di altissimo impatto sociale in un periodo così drammatico per tantissimi piccoli e medi imprenditori”  – ad affermarlo è Angelo Capone, Consigliere dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord – che aggiunge  – “La cris socio-economica della fase 3 sarà intensa almeno quanto quella sanitaria, sarà necessario esercitare la nostra leadership sul fronte delle attività di assistenza e accompagnamento per le centinaia di migliaia di imprese caratterizzanti la nostra economia, che rischiano di precipitare in una insanabile condizione di squilibrio economico – finanziario”.

“Probabilmente siamo usciti da una Pandemia sanitaria, ma ora stiamo entrando in un’altra economica e sociale che potrebbe rivelarsi ben più grave” –  sostiene il consigliere delegato alla cassa e previdenza dell’ODCEC di Napoli Nord, Giuseppe Vitagliano, che aggiunge“Le aziende guardano al presente e al futuro senza sapere quanti dei loro clienti resteranno tali, quanti di loro continueranno a pagare con regolarità e quali saranno gli aiuti concreti da parte dello Stato. – Vitagliano conclude dicendo – In questo contesto diventa indispensabile la figura del dottore commercialista che dovrà supportare gli imprenditori divenendo un punto di riferimento imprescindibile per un rilancio rapido e sicuro delle imprese. E’ necessario iniettare nuova liquidità, lo Stato deve essere meno burocratizzato nelle procedure, bisogna pianificare e programmare nel dettaglio i flussi di cassa delle imprese”.

“Il Covid ha evidenziato importanti lacune nel tessuto imprenditoriale delle piccole e medie imprese – asserisce Gennaro Ciaramella, delegatoCNPADC  dell’ ODCEC  – “ha fatto emergere soprattutto una diffusa arretratezza digitale oltre che di una elevata tensione finanziaria. Ha altresi offerto un quadro chiaro dello stato di salute del nostro paese, ancora lento, macchinoso e spesso incapace di affrontare le problematiche presentatesi”Ciaramella conclude dicendo“Nella Fase 3 il commercialista dovrà essere in grado di offrire, oltre ai classici servizi legati all’attività fiscale, una vera consulenza d’azienda a tutto tondo attraverso la specializzazione in ambiti innovativi come la digitalizzazione, l’espansione in nuovi mercati attraverso una mirata internazionalizzazione, la risoluzione di eventuali crisi d’impresa facendo ricorso agli strumenti offerti dalla legge, il ricorso alla finanza agevolata e un efficace controllo di getione”.

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