Caivano, il fratello assassino: “Mia sorella infetta, volevo darle una lezione”

Sono agghiaccianti le dichiarazioni rilasciate da Michele Antonio Gaglione ai Carabinieri di Acerra per giustificare l’incidente che ha provato la morte della sorella, Maria Paola.

Volevo darle una lezione, non ucciderla. Ma era stata infettata». La sua posizione si è aggravata e il 30enne è finito in cella per omicidio preterintenzionale e violenza privata aggravata dall’omofobia.

Il giovane ha inseguito la sorella e la compagna per parecchi minuti, cercando con i calci di farle cadere dallo scooter in corsa, poi in una curva, il mezzo con a bordo le due ragazze, colpito dalla furia del giovane, ha perso aderenza finendo fuori strada; Maria Paola è finita su un tubo per l’irrigazione, che le ha tranciato la gola, l’amica, che da un po’ di tempo si fa chiamare Ciro, è stata più fortunata perché è finita sul selciato senza però sbattere contro alcun ostacolo, ed è ora ricoverata in ospedale.

Il fratello, disoccupato, residente al Parco Verde di Caivano, dopo aver speronato le ragazze e averle fatte uscire fuori strada, si è anche fiondato sull’altra ragazza pestandola, mentre la sorella era ormai morta.

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