Ormai il sentimento è comune tra le file del Movimento 5 stelle: “vittime di una presa in giro” si dicono i militanti del partito grillino che avevano riposto grandi aspettative negli Stati Generali.
Purtroppo la montagna ha partorito un topolino. Lo dimostra il fatto che intere settimane di dibattiti e confronti a più livelli di governo sono stati racchiusi in 3 sole paginette che si aprono così:
“Questo documento contiene affermazioni che sono il frutto del lavoro svolto nel corso degli Stati Generali e che saranno sottoposte, per le parti separate, al voto dell’assemblea degli iscritti. Le parti approvare costituiranno un atto di indirizzo a cui gli organi del movimento preposti, attuali e futuri, dovranno attenersi.”
Insomma tante parole, ma il succo vero sta sulla questione accordi, essi infatti
“In via eccezionale, possono essere autorizzati specifici accorsi con altre forze politiche, prioritariamente con liste civiche, – ma non esclusivamente – con un’autorizzazione a livello nazionale”
Insomma, si decide tutto a Roma così come stato per le comunali e le regionali del 20 e 21 settembre. Un partito sempre più verticistico che incassa ancora una volta il dilagante malcontento della base.




