Orta di Atella. Villano sul ricorso al Tar: “Se perdessi non ricorrerei al Consiglio di Stato”. Critiche alle forze politiche in campo

Orta di Atella. Era il 5 novembre 2019 quando il consiglio comunale di Orta di Atella fu sciolto per infiltrazioni camorristiche. Richiesta ratificata dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. A scrivere la parola fine sulla breve gestione del sindaco Andrea Villano fu il capo dello Stato Sergio Mattarella.

Mercoledì si è svolta l’udienza davanti al Tar per valutare la fondatezza giuridica del ricorso presentato da Villano contro il decreto di scioglimento.

Con il documento approvato nel 2014, si diede il via ad abusi edilizi su gran parte del territorio. Irregolarità che, ad oggi, poiché talmente radicate e diffuse nel comune atellano, risultano difficili da sanare.
L’ex Sindaco Villano torna ad esprimersi riguardo a tale causa e afferma: “Su quanto accaduto ci sono domande a cui non abbiamo ancora avuto risposte. Perché io? Perché la mia amministrazione? Perché si sono scaricate le responsabilità di un atto deliberato nel 2014 su un Consiglio Comunale eletto quattro anni dopo?”

Riguardo, invece, ad un’eventuale incandidabilità, già confermata in primo grado, di cui si attende l’esito del ricorso, l’ex fascia tricolore ha detto: “Abbiamo fiducia nel responso delle istituzioni ed accetteremo ogni tipo di sentenza. Se perderemo non farò ricorso al Consiglio di Stato. Parimenti alla causa sull’incandidabilità: non ricorrerò al terzo grado”.

Villano lancia una stoccata alle varie forze politiche in campo per le prossime comunali, previste in primavera: “Lo fanno senza affrontare nessuno dei temi veri che riguardano il territorio, senza parlare mai di programmi e di soluzioni ai problemi ma esclusivamente alimentando altro fango”.

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