Sant'Antimo Casandrino Melito Dissesto

Comuni in ginocchio, ci sono anche Casandrino, Sant’Antimo e Melito

Nove comuni in dissesto finanziario e uno in condizioni strutturalmente deficitarie. Non è solo Napoli a patire gli effetti delle casse in rosso, frutto del debito accumulato nel corso degli anni e dei mancati incassi. Il default, già dichiarato, ha messo in ginocchio tantissimi enti della provincia: Marano, Quarto, Bacoli, Casandrino, Villaricca, Sant’Antimo, Melito e Nola. Non è in dissesto invece, ma è comunque in grosse difficoltà finanziarie, il municipio di Qualiano.

n questi comuni i servizi, essenziali e non, sono stati ridimensionati e in qualche caso eliminati. Illuminazione pubblica carente o assente, mensa scolastica, trasporti privati e welfare tagliati, manutenzioni stradali ridotte all’osso, tariffe per i tributi locali (acqua e Tari) raddoppiate o triplicate. Come se non bastasse, gli enti dissestati devono fare i conti con la gravissima carenza di personale. Sindaci e commissari prefettizi, insomma, sono costretti a fare le nozze con i fichi secchi. Impossibilitati, nella stragrande maggioranza dei casi, persino a bandire concorsi e procedure ad evidenza pubblica per reclutare il personale necessario. Per assumere, anche quando si tratta di contratti a tempo determinato, occorre incassare il preventivo via libera della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali. Negli ultimi 48 mesi, tra quota 100 e pensionamenti ordinari, centinaia di dipendenti hanno detto addio.

A Marano, comune commissariato per mafia al pari di Villaricca e Sant’Antimo, sono in servizio solo tre geometri. La polizia municipale è sprovvista di un comandante e di vigili in strada – in un comune di oltre 60 mila abitanti e con un territorio tra i più vasti della provincia – ne sono rimasti poco più di dieci. Di recente, i commissari straordinari hanno abolito le dirigenze e promosso (momentaneamente) gli interni a capo dei settori amministrativi. Lo straordinario è congelato e gli interventi di manutenzione stradale ritardati di settimane. Anche a Qualiano manca il comandante della municipale. A Villaricca, invece, sono in servizio 56 dipendenti, a fronte di una pianta organica che ne prevede 180. Organico insufficiente anche a Quarto, dove solo di recente l’amministrazione è riuscita a reperire una decina di figure professionali, e a Bacoli, il primo dei comuni della provincia a dichiarare il default finanziario. Correva l’anno 2018.

Negli enti dissestati, la partita debitoria pregressa – che si aggira di media sui 30-40 milioni di euro – è gestita da una commissione denominata Osl (Organo straordinario di liquidazione). L’Osl resta in carica per diversi anni: di solito si impiega un quinquennio per uscire dalla condizione di dissesto. Intanto a pagare lo scotto del default sono i cittadini, soprattutto i virtuosi, che devono fare i conti con l’aumento delle tariffe dei tributi locali e con il taglio dei servizi. Il «Salva Napoli», sollecitato con forza dal sindaco Manfredi, ha fatto storcere il naso a parecchi amministratori. «I comuni sono tutti uguali, non esistono cittadini di serie A e serie B – tuona il sindaco di Qualiano Raffaele De Leonardis – Pur non essendo ancora in dissesto, non ho la possibilità di assumere personale. La pandemia ci ha dato un’ulteriore mazzata. Lo Stato? Si è fatto bello con alcune sanatorie, ma le società addette alla riscossione hanno chiesto ai comuni il conto per i soldi spesi per le vecchie notifiche». A Sant’Antimo, uno dei commissari straordinari, il funzionario Salvatore Carli sottolinea: «Siamo chiamati a lavorare in comuni in sciolti per mafia e in gravissime difficoltà finanziaria. Abbiamo il compito di ripristinare la legalità in territori difficili, ma non abbiamo fondi e personale».

FONTE IL MATTINO

Marican Gruppo Canciello

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