Medico suicida: accusato di stupro ai danni delle sue pazienti si impicca in carcere

di Noemi Bencivenga – A New York lunedì 15 agosto un noto neurologo di sessantotto anni accusato di stupro ai danni di alcune sue pazienti si è tolto la vita impiccandosi nelle docce comuni del carcere di Rikers Island.

Era in attesa di giudizio. 18 i capi d’accusa contro di lui.

Per impiccarsi ha utilizzato una sedia e un indumento

A comunicare la notizia è stata l’emittente televisiva statunitense all-news CNN. Stando a quanto dichiarato il medico italo – argentino Ricardo Cruciani residente a Manhattan e con diversi studi a New York, a Philadelphia e a Hopewell (New Jersey) per uccidersi ha utilizzato una sedia e un indumento che ha funto da cappio.  Al momento del suicidio nei bagni del penitenziario non c’era nemmeno un vigilante. Il suo corpo è stato rinvenuto privo di vita alle ore 5:30 del mattino dalle guardie.Ormai non c’era già più nulla da fare.

Il commissario del dipartimento di correzione Louis Molina ha aperto un’indagine interna preliminare per determinare le circostanze legate al suo decesso.

Violentava le sue pazienti per poi prescrivere loro farmaci narcotizzanti

Il neurologo sarebbe stato processato a gennaio del 2023. Molte donne in cura presso di lui lo avevano denunciato per violenza sessuale. Il suo modus operandi era sempre lo stesso: abusava delle sue pazienti nel proprio studio per poi prescrivere loro farmaci narcotizzanti finalizzati a sedarle e ad alterare la loro percezione della realtà facendo sì che le pazienti non fossero immediatamente in grado di ricordare e stabilire cosa fosse accaduto.

Il legale di Ricardo Cruciani, Frederick Sosinsky, ha affermato che nonostante il suo cliente avesse fatto richiesta di custodia protettiva e di sorveglianza nel momento in cui la Corte lo ha condannato alla reclusione in attesa di processo il 29 luglio 2022, nessuna di queste condizioni è stata mai rispettata.

“Se invece fosse successo, non staremmo affrontando questa terribile discussione” queste le sue parole.

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